Appena nati, chiusi in una busta tra i rovi: uno è sopravvissuto, accanto a lui il corpicino del fratellino, morto
Vivi Quartu

Appena nati, chiusi in una busta tra i rovi: uno è sopravvissuto, accanto a lui il corpicino del fratellino, morto

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03 November 2026
18:23
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Un sacchetto abbandonato tra le spine, sul ciglio di una strada. Dentro, due cuccioli venuti al mondo da appena 48 ore, lasciati al loro destino in condizioni drammatiche. Uno è riuscito a sopravvivere, l’altro è morto, soffocato e assiderato. Una storia di crudeltà e indifferenza che arriva dal Rifugio I Fratelli Minori della L.I.D.A. di Olbia e che i volontari hanno raccontato con parole durissime, proprio nel giorno di Ognissanti.

Il cucciolo sopravvissuto è stato chiamato Francesco. Ora è affidato alle cure dei volontari, aggrappato alla vita nonostante un inizio tanto crudele. Per il suo fratellino, invece, non c’è stato un lieto fine: troppo piccolo e indifeso per riuscire a salvarsi. «Uno di loro ce l’ha fatta, lo abbiamo chiamato Francesco. È vivo, aggrappato al respiro con la forza disperata di chi non sa ancora cosa sia il male», raccontano dal rifugio. Accanto a lui, purtroppo, il corpicino del fratellino, vittima di un abbandono che non gli ha lasciato alcuna possibilità.

La vicenda ha suscitato l’indignazione dei volontari, che puntano il dito contro una piaga ancora troppo diffusa: la mancata sterilizzazione degli animali domestici e l’abitudine di liberarsi delle cucciolate indesiderate attraverso gesti di inaudita crudeltà. «Basta con le scuse. Basta ipocrisie», è l’appello lanciato dalla L.I.D.A. di Olbia, che torna a sottolineare come la sterilizzazione rappresenti uno strumento fondamentale per prevenire nascite indesiderate, abbandoni e sofferenze.

Nel messaggio del rifugio non manca una critica a chi continua a considerare la sterilizzazione una pratica «contro natura», spesso per pigrizia, disinformazione o ragioni economiche, salvo poi lasciare che siano gli animali appena nati a pagare il prezzo di questa irresponsabilità. «La sterilizzazione è un dovere civile», ribadiscono i volontari, ricordando che gli animali domestici non possono essere considerati oggetti da utilizzare e abbandonare quando diventano un problema.

Un appello che assume un significato ancora più forte nella ricorrenza di Ognissanti. «A nulla servono i ceri accesi se poi si tollera l’inferno costruito con la propria indifferenza», scrivono dal rifugio, richiamando tutti alla responsabilità e al rispetto della vita.

E mentre Francesco affronta la sua battaglia per sopravvivere, resta il dolore per una creatura che non ha avuto nemmeno la possibilità di conoscere il mondo. «Benvenuto al mondo, piccolo Francesco», è il saluto dei volontari. A loro resta il compito di prendersi cura di chi viene salvato e di continuare a denunciare episodi che non possono essere considerati semplici casi di abbandono, ma gesti di profonda crudeltà.

Il rifugio invita chiunque possa a sostenere le attività della L.I.D.A. di Olbia, impegnata quotidianamente nel recupero e nell’assistenza degli animali in difficoltà.

Per informazioni e aiuti:

– Telefono: 333 4312878
– Email: lidaolbia@tiscali.it
– Gruppo Teaming: www.teaming.net/lidaolbia
– Come aiutare: www.lidasezolbia.it/come-aiutarli/
– Donazioni: www.lidasezolbia.it/donazioni/
– Codice fiscale 5×1000: 01976050904

Per la spedizione di aiuti: L.I.D.A. Sezione Olbia – Rifugio I Fratelli Minori, via dei Cestai 26, 07026 Olbia (SS).

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