Dalla lotta contro le armi alla morsa dell’inflazione: la Sardegna oggi si blocca per lo sciopero generale
Dalla lotta contro le armi alla morsa dell’inflazione: la Sardegna oggi si blocca per lo sciopero generale.
Una giornata intensa di mobilitazione e protesta sta travolgendo l’isola da nord a sud: la popolazione sarda fa il suo ritorno nelle piazze principali della regione.
Le manifestazioni e i cortei di questa data vedono come epicentro primario la città di Cagliari, ma si sta sfilando con determinazione e partecipazione anche nei centri urbani di Sassari e Nuoro.
L’intera Sardegna affronta oggi lo sciopero generale che è stato ufficialmente proclamato dall’Usb, organizzato nell’ambito di una vasta protesta internazionale che si scaglia contro il riarmo, il traffico di armi e la progressiva militarizzazione dei porti.
Al contempo, questo sciopero punta con forza a riportare al centro del dibattito pubblico e politico questioni sociali drammatiche come il costante caro vita, la necessità di alzare i salari, la tutela delle pensioni e il fondamentale finanziamento dei servizi pubblici.
Nella sola città di Cagliari, fianco a fianco con i lavoratori e le lavoratrici, scenderanno in strada e si uniranno alla marcia numerose e ben distinte realtà sociali e studentesche.
Fra le tante sigle presenti figurano il Comitato sardo di solidarietà con la Palestina, gli studenti delle scuole di Cagliari e di Sassari, la Gioventude de Sardinia, Potere al Popolo, la rete A Foras, Sardigna Global Sumud, il Comitato diritti educatori ed educatrici e i Giovani palestinesi Sardegna.
A queste organizzazioni si affiancano anche i Comitati di Pratobello 24, attivi e compatti nel contestare la speculazione energetica che colpisce il territorio isolano.
Per queste ore ci si aspetta una partecipazione massiccia da parte dei cittadini, motivo per il quale le forze dell’ordine hanno già predisposto un articolato e rilevante servizio di ordine pubblico a tutela di tutti.
Guardando ai dettagli del percorso, il corteo promosso dall’Usb Sardegna muoverà i primi passi a partire dalle ore 9,30 partendo da piazza Garibaldi.
La marcia attraverserà successivamente via Garibaldi, la storica piazza Costituzione, via Manno, piazza Yenne e largo Carlo Felice, percorrendo poi la centrale via Roma.
Il tragitto andrà infine a concludersi direttamente al porto cittadino, precisamente all’interno dell’area dei parcheggi posizionata tra Molo Sant’Agostino e Calata Sant’Agostino.
Proprio al varco situato all’altezza di piazza Matteotti è stato predisposto un presidio specifico per protestare contro il trasporto marittimo di armi.
Questa precisa azione di protesta si collega in modo diretto all’iniziativa internazionale denominata “Ports in Action”, la quale – come annuncia la stessa Usb – si sta svolgendo contemporaneamente in oltre cento porti sparsi in 19 Paesi del mondo.
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