“Gabri e Fili”, una generazione in lacrime per la tragedia al Poetto
Vivi Quartu

“Gabri e Fili”, una generazione in lacrime per la tragedia al Poetto

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Admin Quartu.NET
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05 September 2026
11:31
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Nell’anno dei “Diciottesimi” una generazione si ritroverà al funerale di Gabri e Fili morti con lo scooter al Poetto

L’estate dei diciotto anni, uno dei momenti più belli della vita, violentata per un’intera generazione che piange la morte di Gabri e Fili al Poetto. Classe 2008, nativi digitali che hanno passato la maggior parte delle medie con le chiusure del Covid. Privati di una fase vitale della crescita e della socializzazione, finalmente arrivano al 2026 e passano da una festa all’altra, da un “Diciottesimo” all’altro. Non più bambini e non ancora uomini, ma un’ondata di ragazzi che si affaccia alla vita conquistando il diritto di voto.

Dalla musica al Poetto ai funerali a Bonaria

Centinaia di loro, da tutto l’hinterland di Cagliari, giovedì erano a ballare al Poetto per una delle ultime serate prima del ritorno tra i banchi. Spesso per raggiungere i locali del Poetto di Quartu in tantissimi si organizzano con taxi e Uber. Gabriele Galici aveva festeggiato i 18 anni d’inverno e tra un mesetto sarebbe toccato a Filippo Corongiu. Loro dalla discoteca sono andati via in scooter, poco dopo le 5 del mattino. Hanno percorso poca strada e si sono schiantati contro un palo. Agli amici che si trovavano lì vicino è arrivata la notizia dell’incidente e sono corsi sul posto. In pochi minuti le loro due vite si sono spezzate e quelle di tutti gli altri sono cambiate per sempre. La gioia e la spensieratezza dei diciotto anni sono evaporate in un attimo. Cancellati tutti i sogni di gloria, il prossimo appuntamento non sarà a una festa ma il doppio funerale a Bonaria.

Lacrime coi fuochi d’artificio e giudizi cinici da casa

Un’intera generazione è passata dalla fame di vita all’elaborazione del lutto. Gli amici più stretti hanno deciso di sfogare questa condizione e condividere il peso con gli altri, sperando di alleggerirlo. Nel giro di qualche ora hanno fatto stampare le magliette “Gabri e Fili, per sempre con noi” e si sono dati appuntamento alle 22 sul cosiddetto Belvedere di Pirri. Il frastuono dei fuochi d’artificio per qualche minuto ha coperto pianti e singhiozzi. Le immagini che abbiamo pubblicato ieri notte hanno scatenato commenti cinici di chi, dal suo letto o dal gabinetto, ha deciso di giudicare i comportamenti senza comprendere l’esperienza che ha cambiato la vita di quei ragazzi e di quella generazione che tanti adulti non conoscono. C’è chi è ancora convinto che i fuochi d’artificio siano “l’arrivo della bamba”, ma quasi ogni sera in città c’è qualche cricca che li accende per festeggiare un compleanno. Così i ragazzi hanno deciso di aggiungere quel momento di luci colorate al saluto spontaneo dei due amici. Tanti di loro hanno deciso di filmarli con gli smartphone: sono dinamiche che non tutti possono comprendere e che non tutti dovrebbero sentirsi in grado di giudicare. var isMobile = window.innerWidth

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