Gli orrori al nido comunale di Arzachena: in aula le drammatiche testimonianze delle colleghe confermano i maltrattamenti sui bimbi
Vivi Quartu

Gli orrori al nido comunale di Arzachena: in aula le drammatiche testimonianze delle colleghe confermano i maltrattamenti sui bimbi

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16 October 2026
17:02
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Gli orrori al nido comunale di Arzachena: in aula le drammatiche testimonianze delle colleghe confermano i maltrattamenti sui bimbi.

Un quadro inquietante e doloroso è quello che sta emergendo nell’aula del Tribunale di Tempio, dove si sta celebrando il processo per i presunti maltrattamenti compiuti ai danni dei piccoli ospiti dell’asilo nido comunale di Arzachena. Questa mattina la drammatica rievocazione di fatti avvenuti qualche anno fa e dettagliatamente descritti nel corso delle indagini condotte dal personale del Commissariato di Porto Cervo ha trovato un pieno e solido riscontro nelle dichiarazioni di una testimone chiave. Un’educatrice, citata come teste, ha risposto con fermezza e precisione a tutte le domande formulate dal pubblico ministero e dai legali delle parti, delineando un clima di costante e insostenibile prevaricazione all’interno della struttura educativa.

Le deposizioni rese davanti al collegio giudicante hanno dipinto una realtà sconcertante in cui le vittime, piccolissimi bambini di età compresa tra i dieci mesi e i due anni, venivano quotidianamente sottoposte a condotte violente e mortificanti. La testimone ha raccontato al giudice di bambini molto piccoli imboccati a forza, di altri sollevati da terra per un solo braccio con brutale distrazione e di bimbi lasciati piangere a lungo senza che nessuno prestasse loro conforto. A rendere ancora più grave il quadro complessivo si aggiungono i dettagli emersi nelle scorse udienze, durante le quali è stato persino rievocato l’episodio di un piccolo ospite dell’asilo a cui è stata negata l’acqua a titolo di punizione.

Attualmente sul banco degli imputati c’è un’educatrice, sulla quale pende la grave accusa formulata dalla Procura di aver perpetrato maltrattamenti nei confronti di diversi bambini. Insieme a lei risulta sotto processo un’altra persona, a cui viene invece contestata l’omessa segnalazione dei presunti maltrattamenti che si consumavano sotto i suoi occhi. Secondo l’ipotesi accusatoria sostenuta dal pm, le presunte condotte ai danni dei bimbi non si limitavano alle forzature durante il momento dei pasti, ma comprendevano episodi in cui le piccole vittime venivano strattonate, risvegliate bruscamente dal sonno e persino schiaffeggiate.

A confermare punto su punto la gravità e la sistematicità delle accuse sono state proprio due colleghe dell’educatrice sotto accusa, le quali hanno confermato tutto in aula, senza omissioni o incertezze. Contestualmente alle testimonianze oralmente rese, i giudici hanno provveduto all’acquisizione formale dei filmati registrati dalle microtelecamere attivate all’epoca dalla Polizia dentro l’asilo, immagini che costituiscono un tassello fondamentale dell’impianto probatorio. Di fronte alla drammaticità di tali riscontri, i genitori dei bambini coinvolti si sono costituiti parte civile per ottenere giustizia e tutela per le sofferenze patite dai propri figli.

 

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