Il miracolo di Giulia Salis, l’unica al mondo tre volte mamma durante le terapie oncologiche
Vivi Quartu

Il miracolo di Giulia Salis, l’unica al mondo tre volte mamma durante le terapie oncologiche

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Admin Quartu.NET
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12 July 2026
17:05
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Ci sono storie che ridefiniscono i confini della speranza e della medicina, capaci di squarciare il buio della malattia con la forza pura della vita. È il caso di Giulia Salis, trentacinquenne di Santa Giusta che ha affrontato il tunnel del cancro trasformandosi, quasi senza volerlo, in un simbolo della ricerca medica internazionale: la “paziente 001” al mondo ad aver portato a termine ben tre gravidanze all’interno di un delicatissimo percorso oncologico sperimentale.

La sua battaglia ha inizio sei anni fa, nel 2019, con una diagnosi che non lasciava spazio a interpretazioni. «Da sei anni la mia vita ha avuto un risvolto “pauroso”: il cancro non è una parola carina, soprattutto se si abbina a te – racconta oggi Giulia, ripercorrendo i momenti più drammatici dell’esordio –. Nel 2019 altri medici mi dissero che non sapevano quanto potessi farcela, ero spacciata. C’è stato un pianto, una toccata di fondo, poi guardai il senologo e gli chiesi: “Cosa c’è da fare?”. E iniziai. Anzi, iniziammo».

Da quel momento comincia un percorso durissimo, fatto di cure invasive che stravolgono il corpo ma tengono attaccati alla vita. Eppure, nel bel mezzo della tempesta, Giulia non rinuncia al futuro. Sposa il compagno Luca Satiro mentre è in pieno ciclo di chemioterapia e porta dentro di sé un desiderio fortissimo: diventare madre. Da Milano, inizialmente, il verdetto è senza appello: sterile. Ma Giulia e Luca non si arrendono.

La svolta arriva grazie a uno studio scientifico internazionale e al supporto di un’equipe medica d’eccellenza, guidata dall’oncologa Laura Orgiano e dal ginecologo Giovanni Maricosu. Attraverso un monitoraggio continuo e a 360 gradi, la situazione clinica viene calibrata al millimetro. «La sospensione non riguarda ovviamente le terapie salvavita – tiene a precisare Giulia, parlando del suo percorso –. Chi è dentro i reparti sa che alcune terapie vengono eseguite anche per dieci anni. Nel mio caso, dopo essere stata studiata e rivoltata come un calzino a Milano, si decise dal trentaseiesimo mese post-diagnosi di sospendere alcune terapie, ma solo perché ero inserita in un percorso sperimentale monitorata di continuo».

La scommessa medica e umana si trasforma in un traguardo da record mondiale: tre gravidanze a 35 anni su una paziente oncologica. Un primato mai registrato prima nella letteratura scientifica. «Essere la paziente 001 per un motivo del genere non lo avrei mai considerato – confessa –. Questo titolo non mi interessava. Ciò che ci interessa è molto più importante. Nonostante la malattia, il buio, le complicazioni e i cambiamenti, da soli non si va da nessuna parte. Non abbandonate mai la speranza, perché io aggrappandomi a quella vado avanti».

Nel lanciare il suo messaggio, Giulia Salis ci tiene a mantenere i piedi ben saldi a terra, invitando chiunque si trovi nella sua situazione alla massima responsabilità e al totale affidamento alla scienza: «Non tutti siamo uguali e ogni caso di cancro è unico e va gestito da un’equipe esperta. Io ho fatto così. Dovete sempre valutare tutti i pro e i contro insieme al medico. La mia situazione è unica, non si può andare avanti solo e unicamente con la speranza. Dovete prima pensare alla vostra salute e non giocare con la vita».

Oggi la quotidianità di Giulia è una vittoria che cammina e cresce, una gioia condivisa con il marito e supportata dall’amore dei loro tre bambini. «La lotta non è solo di chi affronta la malattia, ma anche di chi è spettatore e ti sta accanto nonostante tutto – conclude Giulia, rivolgendo un pensiero profondo a chi le copre le spalle ogni giorno –. Oggi, insieme a mio marito Luca, che mi supporta nonostante le mie gravi patologie che sono invalidanti, andiamo avanti con la forza che ci viene data da Zeno, Rafael e Eliah».

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