Il paesaggio racconta: a Cheremule un microfestival di teatro tra natura, archeologia e memoria per contrastare lo spopolamento
Il paesaggio racconta: a Cheremule un microfestival di teatro tra natura, archeologia e memoria per contrastare lo spopolamento.
Il piccolo centro del Meilogu che conta circa 380 abitanti si prepara a vivere un’esperienza culturale straordinaria, poiché dal 2 al 4 settembre Cheremule ospita Il paesaggio racconta, un microfestival di teatro a cura di Gurdulù Teatro, nato con l’obiettivo di portare al centro la relazione tra un territorio e la sua comunità, configurandosi come un microfestival di teatro nel paesaggio che mette in relazione territorio, comunità, natura, archeologia e memoria.
Attraverso esperienze immersive di teatro nella natura e momenti partecipativi, il progetto propone nuove modalità di conoscere e abitare un paesaggio, intrecciando voci, passi e memorie. L’evento si sviluppa tra il centro abitato di Cheremule e le Domus di Museddu, all’interno del Parco dei Petroglifi, recentemente riconosciuto come sito UNESCO, delineando un percorso tra natura, archeologia e partecipazione, dove i sentieri diventano scenari poetici e il paesaggio si trasforma in uno spazio da attraversare, ascoltare e raccontare insieme. Il ricco programma si apre mercoledì 2 settembre con il seminario intensivo di teatro nel paesaggio, a cura di Campsirago Residenza, centro nazionale all’avanguardia nella ricerca sulle arti performative nel paesaggio, che si distingue per un approccio sperimentale e per la contaminazione con i linguaggi contemporanei e del digitale. Questo percorso formativo, condotto da Michele Losi e Stefano Pirovano, invita i partecipanti ad allenare l’ascolto, la percezione del corpo nell’ambiente e l’improvvisazione, facendo del camminare un atto percettivo e creativo, e il seminario è aperto anche a chi non ha esperienza teatrale.
Giovedì 3 settembre, a conclusione della seconda giornata di seminario, è in programma Contos dae coro – basta una sedia, un invito a ritrovarsi e raccontarsi uno di fronte all’altro, in un cerchio intergenerazionale di storie. Questa specifica iniziativa richiama l’antica usanza, tipica dei piccoli centri, di ritrovarsi a chiacchierare seduti su un banchittu o su sa petza, una pratica ormai quasi del tutto in disuso, per riscoprire il valore della parola condivisa, dell’incontro e della memoria. Venerdì 4 settembre il pubblico sarà accompagnato verso il sito archeologico per assistere all’esito scenico del laboratorio. Infatti, alle ore 19, alle Domus di Museddu, andrà in scena FADAS – tra mito e leggenda, una performance di teatro e canto narrativo scritta e prodotta da InOghe Cultura e Spettacolo Ozieri APS. Ispirata alle leggende delle Janas, la performance intreccia racconto, canto e interazione con il pubblico, affrontando temi quali il rispetto, la cura dell’ambiente e la riscoperta dell’identità. Successivamente, alle ore 21, a Cheremule, la giornata si concluderà con JUST WALKING, una performance itinerante site-specific a cura di Campsirago Residenza. Al centro della performance c’è il cammino, inteso come atto espressivo, politico e poetico, in cui il pubblico, guidato da una drammaturgia sonora in cuffia, darà vita a una carovana poetica che, attraversando il paesaggio come un libro aperto, ne riscriverà le pagine, rendendolo uno spazio di relazione, memoria e partecipazione.
Questo intenso lavoro prende avvio anche dalla riflessione sul camminare sviluppata da Rebecca Solnit nel volume La storia del camminare. L’intera kermesse Il paesaggio racconta nasce così come un invito a cambiare prospettiva, non uno spettacolo da guardare soltanto, ma un paesaggio da attraversare, non un luogo da osservare da lontano, ma uno spazio da ascoltare, abitare e condividere attraverso il teatro. Il progetto mette in dialogo artisti, abitanti, pubblico e territorio, trasformando per alcuni giorni il paesaggio di Cheremule in un luogo di incontro, ascolto e partecipazione.
In un piccolo centro come Cheremule, il festival diventa anche un’occasione per rafforzare il rapporto tra cultura, comunità e territorio, in un percorso nel quale associazioni e amministrazione comunale lavorano insieme per contrastare lo spopolamento e mantenere vivo il tessuto sociale e culturale del paese. L’intera manifestazione è resa possibile grazie a importanti sinergie, poiché il progetto è finanziato dalla Fondazione di Sardegna nell’ambito del bando Arte e spettacolo dal vivo, sostenuto dal Comune di Cheremule, la locanda Su Mere e dal Parco dei Petroglifi, ed è inoltre in rete con i festival SELVA di Osilo e Rebeccuarte.
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