L’inchiesta. La grande diaspora sarda: oltre due milioni di persone nel mondo tra spopolamento e nuove opportunità globali
L’inchiesta. La grande diaspora sarda: oltre due milioni di persone nel mondo tra spopolamento e nuove opportunità globali.
La Sardegna continua a perdere inesorabilmente popolazione a causa di una bassissima natalità e di una costante emigrazione che spinge tantissimi sardi ad andare a vivere all’estero, alimentando l’eterna e complessa domanda su quanti siano esattamente quelli stimati dall’Aire, l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, e quanti invece quelli calcolati per generazioni.
Analizzando il fenomeno della diaspora sarda come un vero e proprio viaggio oltre i confini dell’isola, viene facile immaginare una città grande quasi quanto Cagliari, piena di sardi ma sparsa per il mondo, rappresentando fedelmente la realtà dell’emigrazione sarda oggi. Secondo i dati più recenti, infatti, oltre 128.000 sardi vivono stabilmente all’estero, un numero importante che continua a crescere inesorabilmente ogni anno, con la consapevolezza che la maggior parte dei sardi all’estero, stimata in circa 111.000 unità, vive attualmente in Europa, dove nazioni come Germania, Francia e Belgio si confermano da sempre le mete preferite. Accanto a questo nucleo europeo, circa 12.000 sardi hanno scelto con coraggio l’America, mentre altri 4.300 si sono stabiliti lontano tra Oceania, Africa e Asia, delineando un profilo demografico variegato in cui tra i sardi all’estero troviamo una prevalenza di uomini rispetto alle donne, affiancati da molti giovani compresi tra i 18 e i 34 anni, da un buon numero di pensionati e persino da intere famiglie con bambini al seguito.
Questo esodo costante colpisce in modo particolarmente duro i paesi più piccoli della Sardegna, che sono proprio quelli che sentono di più l’effetto devastante dell’emigrazione, al punto che in alcuni minuscoli borghi dell’entroterra più della metà degli abitanti vive ormai stabilmente all’estero. Nonostante la distanza geografica, i sardi all’estero non hanno mai reciso il cordone ombelicale con la loro terra d’origine e hanno saputo creare ben 114 circoli in vari paesi del globo, club fondamentali che aiutano a mantenere vive le tradizioni e la cultura sarda lontano dall’isola.
Se poi si allarga lo sguardo oltre la prima generazione e si contano anche i figli e i nipoti di sardi emigrati in passato, le stime parlano di circa 2.250.000 persone di origine sarda sparse nel mondo, una cifra sbalorditiva che risulta essere più del doppio rispetto a chi vive oggi stabilmente in Sardegna. Di conseguenza, l’emigrazione sarda si configura inevitabilmente come una medaglia a due facce: da un lato, c’è il forte e costante rischio che i paesi dell’entroterra si svuotino definitivamente e che l’isola perda irrimediabilmente i suoi giovani talenti migliori; dall’altro lato, questi sardi all’estero possono rappresentare un ponte preziosissimo tra la Sardegna e il resto del mondo, capaci di portare nuove idee e opportunità di crescita. La vera e grande sfida per il futuro dell’intera regione sarà proprio quella di trovare un modo efficace per far sì che l’emigrazione non finisca per indebolire ulteriormente l’isola, ma al contrario la renda molto più forte e connessa con il resto del mondo.
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