L’invasione delle nutrie in Sardegna: al via il piano regionale per il contenimento di una specie aliena tra rischi ambientali e sicurezza pubblica
Vivi Quartu

L’invasione delle nutrie in Sardegna: al via il piano regionale per il contenimento di una specie aliena tra rischi ambientali e sicurezza pubblica

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10 July 2026
16:29
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L’invasione delle nutrie in Sardegna: al via il piano regionale per il contenimento di una specie aliena tra rischi ambientali e sicurezza pubblica.

I lunghi baffi vibratili, il pelo scuro e quei caratteristici, inquietanti denti arancioni sono ormai diventati presenze abituali nei parchi urbani e lungo la fitta rete di canali del Cagliaritano, dove imbattersi in una nutria non è più un evento eccezionale ma una realtà quotidiana che divide l’opinione pubblica tra chi vede in questo roditore un animale che fa quasi sorridere e chi, invece, vi scorge soltanto un grosso topo d’acqua capace di evocare profonda repulsione.

La realtà scientifica, tuttavia, appare inequivocabile e cancella ogni dubbio residuo, dato che la nutria è ufficialmente inserita nella lista nera delle cento specie invasive più dannose al mondo, essendo categorizzata come specie aliena unionale, ovvero un organismo i cui impatti sulla biodiversità sono talmente gravi da richiedere azioni uniformi e coordinate in tutta l’Unione Europea.

A riportare prepotentemente sotto i riflettori un’emergenza non più rimandabile è stata la recente aggressione subita da Bianca Fusco e dal suo cane, Liquirizia, presso il Parco Nervi sul litorale del capoluogo, un episodio che ha spinto le istituzioni a una risposta tempestiva, con la Regione che ha varato un nuovo piano di contenimento cui la Città Metropolitana è pronta ad agire di conseguenza.

Questo roditore semiacquatico, originario del Sud America, ha trovato nell’Isola un mezzo paradiso grazie all’assenza di predatori naturali che ne ha favorito una proliferazione incontrollata, portando la popolazione a contare esemplari nell’ordine delle migliaia, sebbene manchi ancora un censimento ufficiale.

I danni provocati da questi animali non si limitano alla complessa convivenza con l’uomo e con le altre specie animali, poiché le loro tane distruggono gli argini mettendo a serio rischio la tenuta dei canali, devastano le colture agricole e stravolgono i fragili equilibri delle zone umide, motivi per cui l’assessorato regionale all’Ambiente ha approvato il nuovo Piano di controllo e contenimento.

Il documento introduce una rivoluzione strategica imponendo lo stop agli interventi a macchia di leopardo e obbligando i Comuni a superare i vecchi confini amministrativi per fare squadra all’interno di specifici comprensori idrografici, come fiumi, canali e bacini, attraverso il censimento e contenimento delle popolazioni di nutria e non la loro eradicazione, fatta eccezione per eventuali nuclei isolati e di limitata consistenza. Su questo nuovo binario si muove anche la Città Metropolitana di Cagliari, il cui Settore ambiente sta predisponendo il programma sulla base delle linee guida regionali, come conferma il consigliere delegato Matteo Massa, puntando il mirino sulle zone umide dove i danni all’agricoltura e all’idraulica risultano particolarmente pesanti.

Un discorso differente è previsto per i parchi cittadini che non trovano riscontro nelle priorità regionali, sebbene, come precisa lo stesso Massa, si ascolteranno comunque i Comuni per capire come muoversi nei parchi pubblici partendo da campagne informative per i cittadini, essendo fondamentale correggere l’errore di nutrire questi animali, pratica che fa perdere loro il naturale timore dell’uomo e ne aumenta la fertilità, creando situazioni di potenziale pericolo. I tentativi di gestire il fenomeno hanno una storia pregressa in luoghi come Terramaini, Su Siccu e il Parco di Molentargius, dove le catture degli anni scorsi hanno rimosso una cinquantina di esemplari, portando la popolazione a riequilibrarsi senza danni evidenti agli argini o alle nidificazioni secondo quanto spiega Luisanna Massa, responsabile dell’area ambiente del Parco, anche se l’effetto balia resta un rischio sempre in agguato.

È proprio su questo fronte che si gioca la partita del futuro, una sfida che il Comune di Cagliari intende seguire da vicino, tanto che l’assessora al Verde pubblico, Luisa Giua Marassi, assicura che, alla luce degli ultimi eventi, si verificherà con la Città Metropolitana quali azioni intraprendere nei parchi urbani, con l’obiettivo chiaro di garantire la sicurezza di chi frequenta le aree verdi senza mai dimenticare l’importanza della tutela dell’ecosistema.

 

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