Litorale di Quartu, Cala Regina e Mari Pintau trasformate in discariche a cielo aperto
Vivi Quartu

Litorale di Quartu, Cala Regina e Mari Pintau trasformate in discariche a cielo aperto

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Admin Quartu.NET
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28 September 2026
16:38
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Campagne di educazione ambientale, cartelli informativi, pulizie straordinarie e campagne di sensibilizzazione: sforzi continui che dovrebbero garantire quantomeno una gestione dignitosa del patrimonio naturale. Eppure, lungo la costa di Quartu Sant’Elena, la realtà continua a raccontare un’altra storia. Una storia fatta di inciviltà e degrado, dove le piazzole di sosta affacciate sul mare vengono sistematicamente scambiate per comode piattaforme di scarico.

A farne le spese è innanzitutto la scogliera di Cala Regina. Qui, incivili e criminali ambientali hanno trasformato un ripido canalone a picco sul mare in una vera e propria discarica abusiva, arrivando quasi a colmarlo con immondizia di ogni tipo. L’intera area circostante versa in condizioni critiche, compreso l’alveo del rio Murtaucci, ormai sfregiato da visibili accumuli di spazzatura.

La situazione non migliora spostandosi verso un’altra perla del litorale: la celebre spiaggia di Mari Pintau. Ai margini dello stradello che sale sulla collina antistante la baia di ciottoli, fanno bella mostra di sé diversi quintali di cartongesso abbandonato. Ci troviamo di fronte a una grave compromissione ambientale che colpisce un paesaggio di straordinario pregio naturalistico, tutelato anche dalla presenza del Sito di Interesse Comunitario (SIC) “Bruncu de Su Monte Moru – Geremeas” (ITB040051).

Di fronte a questo scempio, l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha deciso di passare alle vie di fatto, formalizzando un’istanza d’intervento inviata al Comune di Quartu Sant’Elena, Città Metropolitana di Cagliari, Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale.

Oltre alla richiesta di bonifica e ripristino ambientale immediato delle aree contaminate, il GrIG sollecita un potenziamento drastico dei controlli — compreso l’uso di sistemi di videosorveglianza da remoto — per individuare, scoraggiare e sanzionare severamente i responsabili. Perché senza un’azione repressiva ed efficace, le campagne di sensibilizzazione rischiano di restare un’ennesima lettera morta di fronte alla maleducazione di pochi.

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