Maxi crack da 118 milioni travolge il lavoro interinale: blitz della Guardia di Finanza di Cagliari, 11 misure cautelari e sequestri milionari in tutta Italia
Vivi Quartu

Maxi crack da 118 milioni travolge il lavoro interinale: blitz della Guardia di Finanza di Cagliari, 11 misure cautelari e sequestri milionari in tutta Italia

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08 October 2026
09:47
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Maxi crack da 118 milioni travolge il lavoro interinale: blitz della Guardia di Finanza di Cagliari, 11 misure cautelari e sequestri milionari in tutta Italia.

Un vero e proprio terremoto economico e finanziario ha travolto una primaria agenzia di lavoro temporaneo operante in ben sette regioni italiane, tra cui Sardegna, Lazio, Lombardia, Marche, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Toscana, culminando in un’imponente operazione condotta dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cagliari. I finanziere hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misure cautelari personali e reali firmata dal Gip del Tribunale capoluogo su richiesta della locale Procura della Repubblica, la quale vede complessivamente iscritte nel registro degli indagati 14 persone. Il provvedimento ha disposto gli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico per sei degli indagati, mentre per altri cinque è scattata la misura dell’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria, contestualmente a un decreto di sequestro preventivo di beni, quote societarie, conti correnti e decine di immobili per un valore di circa 42 milioni di euro.

Al centro delle indagini, scaturite dalla liquidazione giudiziale della società, vi è la scoperta di un buco complessivo accertato che ammonta alla cifra astronomica di circa 118 milioni di euro, generato da imponenti distrazioni di risorse societarie per circa 78 milioni di euro. Un’operazione spregiudicata d’ingegneria finanziaria condotta a partire dal 2018 dall’amministratore di fatto, dagli amministratori di diritto succedutisi nel tempo, da familiari assunti come dipendenti e da diversi prestanome legati a ben 11 società satellite, due delle quali con sede legale in Romania, le quali hanno agito drenando risorse a gravissimo danno dei creditori dell’impresa.

A fare le spese di questo presunto sistema di bancarotta e autoriciclaggio sono stati soprattutto i creditori principali della società fallita, tra cui figurano migliaia di lavoratori somministrati ad aziende italiane attive in settori cruciali quali la grande distribuzione organizzata (Gdo), l’edilizia, la logistica, l’impiantistica e le costruzioni meccaniche. Per questa imponente platea di dipendenti è stato riscontrato il gravissimo e mancato versamento di contributi previdenziali per una somma pari a quasi 65 milioni di euro.

Gli investigatori delle Fiamme Gialle hanno ricostruito minuziosamente l’articolato meccanismo illecito utilizzato per sottrarre la liquidità, il quale si strutturava organicamente attraverso tre fasi distinte e sequenziali. La prima fase, quella della distrazione vera e propria, vedeva la società poi fallita trasferire enormi flussi finanziari verso le aziende satellite appositamente costituite, erogando stipendi palesemente sproporzionati a favore dei dipendenti appartenenti alla famiglia dell’amministratore di fatto o pagando fatture per costi relativi a servizi inesistenti o duplicati. Seguirà poi la fase del reimpiego, durante la quale le società beneficiarie contabilizzavano tali somme mascherandole da ricavi apparentemente leciti per reinserirle nel circuito economico pulito. Infine, la fase della dissimulazione vedeva i bilanci della società italiana sistematicamente truccati tramite l’iscrizione di crediti fittizi e la sottostima dei debiti previdenziali, una manovra finalizzata a nascondere lo stato di irreversibile insolvenza ed evitare la dichiarazione di fallimento.

L’imponente blitz, che ha visto l’esecuzione contemporanea di 26 perquisizioni tra uffici e abitazioni private sparse nelle province di Cagliari, Sulcis, Nuoro, Belluno, Pisa, Livorno, Roma e Potenza, ha consentito di apporre i sigilli su un ingente patrimonio sul quale i creditori danneggiati potranno eventualmente rivalersi. L’operazione della Guardia di Finanza si inserisce così nella più ampie e costante azione di contrasto ai fenomeni di illegalità economico-finanziaria, posta a presidio e tutela del mercato, degli imprenditori onesti e dei sacrosanti diritti dei lavoratori.

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