Muore l’esemplare soccorso a Fordongianus, è il secondo grifone scomparso in pochi giorni
Vivi Quartu

Muore l’esemplare soccorso a Fordongianus, è il secondo grifone scomparso in pochi giorni

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15 October 2026
10:27
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Muore l’esemplare soccorso a Fordongianus, è il secondo grifone scomparso in pochi giorni.

Un grave e doloroso lutto colpisce ancora una volta la fauna selvatica sarda e riaccende i riflettori sulle criticità ambientali del territorio: non ce l’ha fatta il grifone soccorso domenica scorsa nel territorio di Fordongianus, nell’area del Grighine.

L’esemplare, trovato in forte difficoltà e prontamente recuperato dagli agenti del Corpo forestale di Villaurbana, è purtroppo morto all’interno della clinica veterinaria dove era stato tempestivamente trasferito per ricevere tutte le cure e l’assistenza necessarie.

Per comprendere le reali motivazioni del tragico epilogo sono ora attesi gli esami autoptici, che dovranno chiarire in maniera inconfutabile le cause del decesso.

Al momento del primo ritrovamento sul campo, l’animale appariva fortemente abbattuto e presentava importanti problemi sistemici, pur in assenza di lesioni traumatiche riscontrate a una prima analisi.

A questo proposito, il veterinario Paolo Briguglio della clinica Duemari aveva inoltre spiegato che si trattava di un esemplare adulto completamente privo di anello, un elemento determinante che indicava chiaramente un animale nato in Sardegna e non uno dei grifoni introdotti nell’Isola attraverso i complessi programmi di ripopolamento.

La causa della morte resta dunque interamente da accertare tramite le analisi di laboratorio.

Ipotesi complesse come l’avvelenamento, l’elettrocuzione e altre possibili cause erano state indicate, già al momento del soccorso, tra gli elementi primari da verificare, ma soltanto gli imminenti accertamenti veterinari potranno fornire una risposta definitiva.

Il nuovo decesso accende ulteriormente e con forza l’attenzione sul comprensorio del Grighine, anche perché arriva a pochissimi giorni di distanza da un altro tragico episodio che aveva riguardato la stessa specie protetta.

Poco più di una settimana fa, infatti, all’inizio di ottobre, un altro grifone nato in natura era stato colpito e ucciso dall’impatto con una pala del parco eolico di Monte Grighine.

L’episodio di collisione è stato successivamente richiamato e documentato anche dalla Vulture Conservation Foundation, partner ufficiale del progetto LIFE Safe for Vultures, che ha confermato l’impatto fatale con l’aerogeneratore.

È fondamentale, tuttavia, tenere ben distinti e separati i due casi: non esistono infatti al momento elementi oggettivi che permettano di attribuire anche la morte dell’esemplare recuperato a Fordongianus a un impatto diretto con le infrastrutture energetiche.

La vicenda assume una rilevanza e una delicatezza particolari proprio mentre in Sardegna prosegue senza sosta l’impegnativo lavoro per la conservazione e la tutela del grifone.

Secondo i dati ufficiali diffusi dalla Vulture Conservation Foundation, il censimento del 2025 ha stimato nell’Isola una presenza di oltre 500 esemplari e ben 120 coppie riproduttive, uno straordinario risultato frutto di anni di incessanti programmi di tutela e ripopolamento.

Soltanto il primo ottobre, dalla voliera di ambientamento di Cea Romana situata a Villasalto, erano stati liberati altri 16 giovani grifoni, rappresentanti il quarto e ultimo contingente del progetto LIFE Safe for Vultures.

Con quest’ultimo formale rilascio sono saliti a ben 84 gli animali complessivamente rimessi in libertà dal centro di Villasalto nell’ambito del medesimo programma di conservazione.

Il progetto, coordinato congiuntamente dall’Università di Sassari insieme a Forestas, Corpo forestale, E-Distribuzione e Vulture Conservation Foundation, punta non soltanto ad aumentare numericamente la popolazione, ma anche a ridurre drasticamente i principali fattori di rischio, quali la carenza di cibo, l’avvelenamento, l’elettrocuzione e le collisioni con le infrastrutture energetiche.

Proprio l’interazione con queste ultime rappresenta, secondo quanto sottolineato dalla Vulture Conservation Foundation, la principale minaccia di origine antropica attualmente documentata per la sopravvivenza del grifone in Sardegna.

In quest’ottica, il costante monitoraggio attraverso trasmettitori GPS e una corretta ed equilibrata pianificazione territoriale vengono indicati dagli esperti tra gli strumenti fondamentali per ridurre i rischi nelle aree maggiormente frequentate dagli animali.

Nel frattempo, sul secondo decesso avvenuto nel Grighine si attendono con apprensione gli esiti degli accertamenti medico-legali: solo allora sarà infatti possibile stabilire con certezza cosa abbia provocato il grave stato di debilitazione dell’esemplare e la sua successiva e dolorosa morte.

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