Oltre i riflettori di Amici: la rivincita di Angie tra la sua Sardegna e l’album di debutto, “Sogni di Vetro”
Vivi Quartu

Oltre i riflettori di Amici: la rivincita di Angie tra la sua Sardegna e l’album di debutto, “Sogni di Vetro”

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23 August 2026
09:38
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Di Massimiliano Perlato Mura.

L’ultima stagione di Amici le ha regalato quella visibilità luminosa, la notorietà pop e, soprattutto, la possibilità di pubblicare il suo primo vero album, sul quale ha lavorato un anno e mezzo. Ma la storia di Angie (nome d’arte di Angelica Paola Ibba, origini di Uta nel cagliaritano, oggi vive a Milano), che per un soffio non è riuscita a strappare il pass per la rosa dei finalisti pronti a contendersi la vittoria nel talent di Canale 5, affonda le sue radici in un terreno ben più lontano e silenzioso.

“Mamma. Mi ha detto che va bene così, perché avevo già dimostrato tutto che non importa se non ho vinto. Il mio sogno era fare questo album. Questo è stato un percorso talmente sulle montagne russe che penso pochi scommettessero in finale”. Queste parole racchiudono la maturità profonda e la vulnerabilità di chi ha compreso che il vero trionfo non risiede in un trofeo sollevato su un palco, ma nell’aver trovato la propria voce lungo una strada tortuosa e imprevedibile.

Le montagne russe dell’anima, i dubbi degli scettici e le scommesse perse da chi guardava solo le apparenze si sciolgono davanti alla benedizione più pura: quella di una madre che riconosce il valore del cammino, prima ancora del traguardo. L’album non è più solo una raccolta di tracce musicali, ma il diario di bordo di una rinascita, la prova tangibile che il sogno ha resistito alla gravità della salita. Non c’è sconfitta dove c’è autenticità; c’è solo un nuovo e fiero punto di partenza.

Classe 2001, fiera delle sue radici, Angie è partita dalla Sardegna giovanissima con un’unica, nitida costellazione polare: trasformare la musica nella propria vita. Un cammino iniziato precocemente, quando a soli nove anni è entrata nel cast del programma di Rai 1 Ti lascio una canzone, e proseguito poi attraverso gli anni severi dell’accademia di musica, la costruzione di un solido seguito sui social e la prima, importante vetrina di Sanremo Giovani nel 2024.

Il punto di svolta pop arriva con un singolo, Frasi mai dette, che diventa virale su TikTok e rende inevitabile il grande salto: il trasferimento a Milano. “Mi manca tanto casa mia”, ammette con quel pizzico di nostalgia tipico di chi porta l’isola nel cuore. Poi, finalmente, l’ingresso nella scuola di Amici, un traguardo inseguito con una tenacia d’altri tempi: “Mi ha davvero dato tanto. L’ho sempre seguito e amato fin da piccola. Ho provato i casting per quattro anni, senza arrendermi ma senza considerarla una scelta obbligata. E quando ce l’ho fatta, ero consapevole che dovevo arrivare preparata”.

Angie si guarda indietro senza filtri. “Mi dicevo di dover arrivare fino alla fine, sperando che questa fosse la volta buona, vivendo inizialmente il programma quasi come un’ultima occasione”. Dietro i riflettori dello studio televisivo c’era l’eco di porte chiuse in precedenza, di treni persi e di quella sottile, logorante paura di chi teme che il proprio treno non ripasserà più. Una pressione psicologica enorme, che rischiava di schiacciare il talento sotto il peso dell’aspettativa.

Nei primi lunghi mesi trascorsi dopo l’isolamento negli studi Mediaset, Angie stringe tra le mani l’oggetto più prezioso, la prova tangibile della sua resistenza: il suo album di debutto, dal titolo evocativo Sogni di Vetro. Nove tracce intime che parlano di lei, delle sue crepe e delle sue fragilità. “È un’emozione sapere che c’è qualcuno che, come ho fatto io con altri, sta comprando il mio CD”, spiega con gli occhi lucidi, mentre sfoglia il booklet e accarezza la copertina, quasi a voler cercare in quell’inchiostro la conferma reale di non stare più sognando.

C’è un’onestà quasi disarmante nel modo in cui Angie rivendica la paternità emotiva delle sue canzoni. *Sogni di Vetro* non è un’operazione di facciata, ma una radiografia della sua anima, dove la vulnerabilità non viene vissuta come una debolezza, bensì come l’atto di coraggio più estremo per un artista. Mostrarsi nudi di fronte al pubblico, ammettendo che a volte la sicurezza ostentata sul palco è solo uno scudo per proteggere le proprie fragilità, richiede una maturità che va ben oltre i suoi venticinque anni.

Dotata di una straordinaria abilità vocale e di una tecnica cristallina, Angie rivendica con orgoglio la sua identità di cantautrice. Le sue canzoni non nascono da provini seriali, ma prendono vita nella dimensione nuda e autentica di pianoforte e voce, per poi vestirsi di sonorità contemporanee. “Fatico a cantare e a scrivere di argomenti che non ho vissuto in prima persona. Per me i dettagli sono importanti”, spiega l’artista che, per questo suo primo lavoro ufficiale, ha guardato con attenzione oltreoceano. Il suo sound flirta infatti con il pop americano e anglosassone di ultima generazione, ispirandosi ad icone globali come Ariana Grande, Tate McRae, Madison Beer e Sabrina Carpenter, ma mantenendo una scrittura profondamente italiana, carnale e confessionale.

Il tuo nuovo EP prende il titolo dalla canzone Sogni di vetro. Come lo hai scelto? “Sogni di vetro è un pezzo che ho scritto quando avevo 13 anni. Il pezzo nasce poco dopo l’eliminazione a Sanremo Giovani e dalla voglia di raccontare questi sogni che ho e questa vita che ho sempre rincorso e cosa ho fatto per rincorrerla. Per cantare prendevo degli aerei per pochi minuti… tutti i sacrifici fatti. Non pensavo che potesse diventare la title track di un album ma semplicemente pensavo a sfogarmi e raccontare qualcosa di diverso dall’amore e da relazioni passate. Piano piano tutto ha preso forma e alla fine il riassunto di tutto è proprio Sogni di vetro perché è un album in cui sono tanto fragile e trasparente, anche nella copertina si vede. Non c’è nulla da nascondere, è tutto qua”.

Il percorso che ti ha portata fin qui ha lasciato dei segni profondi? “I momenti di sconforto ci sono. È normale crederci con facilità la prima volta, un po’ meno la seconda o la terza. Più cadi, più è difficile rialzarsi, perché ti porti dietro i lividi delle cadute precedenti che non si sono ancora rimarginati del tutto”.

È la confessione di chi conosce il peso del rifiuto, la fatica di rimettersi in gioco quando la memoria del corpo e della mente brucia ancora per i fallimenti passati. Eppure, proprio in quei lividi non del tutto rimarginati risiede la forza della scrittura: una cicatrice che diventa canto, una caduta che si trasforma, finalmente, nel salto definitivo verso il suo futuro. In questo senso, che tipo di figura è stata Maria De Filippi? “È stata un faro. Veramente un punto di luce, una figura materna che ci ha dato tantissimi consigli fino all’ultimo giorno prima della finale. Mi ha presa per mano, dicendomi: Qualsiasi cosa dovesse succedere domani, ricordati che va bene così, perché sei arrivata fino alla fine. Non farti mille pensieri per le pressioni o per il dover dimostrare qualcosa. Vali tanto e devi solo essere te stessa. La presenza di Maria si è rivelata una guida emotiva fondamentale. Quella carezza psicologica, arrivata proprio alla vigilia della serata più importante, ha agito come un balsamo contro l’ansia da prestazione. È stata la legittimazione definitiva: il passaporto per salire sul palco senza l’obbligo di dover compiacere nessuno, se non la propria verità”.

Chi è Angie dopo Amici 25? “Sicuramente ad Amici sono andata per ritrovare me stessa. Durante questo percorso intenso, ho imparato a sentirmi molto più centrata. Oggi mi sento molto più consapevole, non solo a livello artistico, ma anche a livello personale. La ragazza che ha varcato la soglia della scuola carica di aspettative e col timore dell’ultima spiaggia ha ceduto il passo a una donna nuova”.

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