Ricovero al Gemelli e intervento al polmone per Papa Leone XIV: Vaticano ottimista e attesa per l’operazione
Vivi Quartu

Ricovero al Gemelli e intervento al polmone per Papa Leone XIV: Vaticano ottimista e attesa per l’operazione

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13 October 2026
11:16
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Ricovero al Gemelli e intervento al polmone per Papa Leone XIV: Vaticano ottimista e attesa per l’operazione.

Il Policlinico Gemelli di Roma si prepara ad accogliere Leone XIV oggi in tarda mattinata, mentre si fa sempre più imminente la fase cruciale del percorso medico del Santo Padre. L’appartamento papale al decimo piano è pronto, come anche la sala operatoria allestita per l’occasione, in attesa dell’arrivo del Pontefice che lascerà il Palazzo apostolico insieme ai suoi più stretti collaboratori. L’obiettivo primario dei medici è asportare quel nodulo allo stato iniziale e circoscritto, come detto dallo stesso Pontefice domenica all’Angelus, nei tempi più brevi possibili per consentire a Leone un ritorno veloce alla sua quotidianità. Certo, il quadro definitivo dipenderà dall’esito dell’intervento e dalla successiva biopsia, ma in Vaticano si respira aria di ottimismo circa la riuscita del percorso clinico e il recupero del Santo Padre.

Le procedure sanitarie sono già state calendarizzate con la massima attenzione per garantire la continuità delle cure e la piena ripresa delle funzioni papali. Intanto sono state annullate tutte le udienze fino a martedì 20 ottobre, facendo fede dunque alla necessità di una settimana di ricovero post-operatorio, come annunciato fin dall’inizio dalla Santa Sede per assicurare al Papa il giusto riposo dopo l’operazione chirurgica.

L’atmosfera generale nella Capitale e oltre le mura leonine appare serena e fiduciosa, accompagnando il Papa in questo momento di prova con forte vicinanza spirituale e umana. Quella che si respira nei palazzi della Santa Sede è comunque un’aria di serenità, la stessa con cui Leone ha annunciato in prima persona l’intervento di persona ai fedeli e alla Chiesa intera. L’ho visto molto bene, di ottimo umore e direi che, se non fosse stato per l’annuncio che lui stesso aveva dato ieri, non dà l’impressione di una persona malata: si alza, si siede, non c’est sintomo né dolore o disagio, ha riferito monsignor Jorge Eduardo Lozano, arcivescovo di San Juan, Argentina, che lo ha incontrato ieri mattina, testimoniando lo stato di forma e la tranquillità del Pontefice. Anche il cardinale Pierbattista Pizzaballa è rassicurante sulla situazione generale del Papa: Dall’interno ci hanno tranquillizzato. La tempra è forte e i medici sono bravi. Sembra una cosa molto sotto controllo. Sulla stessa linea di grande fiducia nelle cure mediche si esprime anche un’altra importante figura della Curia: Sono certo, dice il cardinale Gianfranco Ravasi, anche dalle notizie che si hanno, che questo intervento non si tratti di un impegno grave per la salute complessiva di Leone.

A fare chiarezza sulla genesi e la natura della diagnosi medica è intervenuta la comunicazione ufficiale della Santa Sede per fugare ogni dubbio. Il portavoce vaticano Matteo Bruni ha chiarito che non c’è stato alcun sintomo particolare che abbia portato alla scoperta del nodulo e alla decisione dei sanitari, condivisa dal Papa, di intervenire al polmone per risolvere la problematica allo stadio nascente.

Le prossime ore saranno dunque determinanti per definire la tempistica esatta delle dimissioni e dell’atto chirurgico. L’intervento chirurgico, secondo quanto si apprende, potrebbe essere effettuato già nel pomeriggio, secondo alcune fonti intorno alle 16. Al più tardi si farà mercoledì mattina, nel caso in cui emergesse la necessità di qualche ulteriore passaggio pre-operatorio volto a garantire la massima sicurezza del paziente.

L’organizzazione all’interno dell’ospedale romano resta blindatissima per tutelare la riservatezza e la tranquillità della degenza papale. Sia dal Gemelli che dalla sala stampa vaticana c’è il massimo riserbo su quello che accadrà all’interno del Policlinico in queste delicate ore di attesa.

La leadership dell’équipe medica è affidata a luminari di primissimo piano nel campo della chirurgia speciale e specialistica. A prendersi cura dell’intervento del Papa dovrebbe essere il professor Stefano Margaritora, direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia Toracica del Gemelli, esperto di tecniche mini invasive ampiamente riconosciuto. Dovrebbe essere presente anche il medico personale del papa, il dottor Luigi Carbone, per monitorare costantemente il quadro generale della salute papale.

Il sostegno al Pontefice giunge vivo ed energico anche dalla propria cerchia familiare oltreoceano in queste ore cruciali. Dagli Stati Uniti arrives l’augurio di Louis Prevost, il fratello maggiore del Papa che vive in Florida e che è alle prese, anche lui, con problemi di salute, il quale ha voluto inviare un affettuoso pensiero al fratello con parole piene di fede e speranza: Sono sicuro che si riprenderà completamente e che continuerà nella sua missione di guidare la Chiesa cattolica.

 

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