Rinasce a Montevecchio lo storico Albergo Cinghiale, tra memoria mineraria e antichi splendori
Rinasce a Montevecchio lo storico Albergo Cinghiale, tra memoria mineraria e antichi splendori.
Da qualche settimana a Montevecchio ha riaperto lo storico Albergo Cinghiale, completamente ristrutturato. Dopo l’abbandono avvenuto alla fine degli anni Sessanta, la struttura è stata recuperata e riportata al suo antico splendore grazie all’impegno della società Montevecchio Srl e dei soci fondatori Gianni, recentemente scomparso, Stefano e Antonello Ecca, da sempre legati a Montevecchio e alla sua storia.
Il Cinghiale ristrutturato
L’Albergo Al Cinghiale rappresenta una testimonianza autentica del passato minerario di Montevecchio, un luogo che ha vissuto da vicino lo sviluppo dell’attività estrattiva che, a partire dal 1848, rese questo piccolo borgo uno dei più importanti punti di riferimento in Europa per oltre un secolo. Dopo oltre 50 anni, l’Albergo Al Cinghiale è tornato finalmente ad accogliere i suoi ospiti nella piazzetta principale del borgo, riportando nuova vita all’interno di uno degli edifici storici più rappresentativi di Montevecchio e restituendo al territorio un luogo profondamente legato alla sua memoria e alla sua identità.
Il Cinghiale ristrutturato
Il restauro è stato realizzato nel pieno rispetto dell’identità originaria dell’edificio, conservandone il carattere storico e valorizzandone gli elementi autentici. L’immobile, chiamato il “Botteghino”, venne costruito alla fine del 1800 come foresteria e fu gestito dalla società mineraria fino al 1936.
Il Cinghiale ristrutturato
Successivamente la gestione passò in mano privata, vedendo tra i diversi gestori anche la famiglia Deidda, una tra le più note e stimate famiglie di ristoratori sardi originaria proprio di Montevecchio, che lo diresse dal 1947 fino al 1963. In quel periodo l’albergo al Cinghiale era sempre pieno di persone. Vi veniva il Cagliari di Piola in ritiro perché si allenava al campo sportivo di Montevecchio, che all’epoca era uno dei migliori della Sardegna, e giungevano i pullman carichi di Canadesi della base militare di Decimo. Vi alloggiavano anche importanti imprenditori provenienti dal continente per partecipare alle battute di caccia al cinghiale, e chi mancava l’obiettivo e si lasciava sfuggire la preda veniva preso in giro senza pietà.
Il vecchio Cinghiale
Contrariamente a quanto si crede, all’epoca, in quello che viene chiamato “borgo”, minatori se ne vedevano pochi: vigeva una rigida divisione tra le classi sociali imposta dalla società, per cui gli operai risiedevano in piccoli villaggi costruiti per loro, mentre i sorveglianti in prevalenza veneti, gli impiegati e i dirigenti alloggiavano nel “borgo” ed erano assidui frequentatori del Cinghiale. Venivano ad alloggiarvi anche molte famiglie dell’alta borghesia cagliaritana che trascorrevano le vacanze al fresco, con le signore eleganti sedute ai tavoli all’aperto nel pomeriggio a disputare lunghe partite di canasta.
Il vecchio Cinghiale
Ci andavano comunque anche gli operai: sebbene il “Borgo” fosse un’enclave di dipendenti con professionalità di alto profilo, l’albergo, essendo gestito da privati, non sottostava alle rigide regole di classe ed era un luogo di socializzazione nel vero senso della parola. In inverno, al chiuso, operai e impiegati giocavano a scopone scientifico in interminabili partite dalle 15 alle 20, e non volava una mosca.
L'articolo Rinasce a Montevecchio lo storico Albergo Cinghiale, tra memoria mineraria e antichi splendori sembra essere il primo su cagliari.vistanet.it.
Fonte originale: [Link]