Sos Pupos a Bosa: la scogliera dei “bambini”, ecco perchè si chiama così
Vivi Quartu

Sos Pupos a Bosa: la scogliera dei “bambini”, ecco perchè si chiama così

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26 September 2026
09:41
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Lungo la costa nord-occidentale della Sardegna, nel territorio comunale di Bosa e nel cuore della regione storica della Planargia, sorge un monumento naturale di straordinario fascino: la scogliera di Sos Pupos. Con una falesia imponente che sfiora gli 80 metri sul livello del mare, questo sito non offre soltanto uno spettacolo visivo di rara bellezza, ma regala un’esperienza sensoriale capace di ripercorrere milioni di anni di storia geologica e culturale dell’isola.

Foto di Graziano Vannini

La formazione di questa maestosa scogliera risale al Miocene inferiore (Burdigaliano). Le sue strutture sono composte da piroclastiti, ovvero rocce vulcaniche generate da antiche eruzioni e costituite dal consolidamento di ceneri, tufi e frammenti lapidei. Modellata e scolpita nel corso delle millenarie ere geologiche dall’azione costante del vento e del moto ondoso, la falesia mostra forme bizzarre e singolari.

Foto di Mirko Nonnis

Proprio ai piedi della parete rocciosa, le erosioni hanno creato figure arrotondate e gnomiche che raggiungono anche i 2 o 3 metri di altezza. Da queste sculture naturali, che ricordano l’aspetto di tanti bimbi eretti lungo il litorale, deriva il toponimo sardo “Sos Pupos” (ovvero “I Bambini”), quasi a evocare piccole guardiane di pietra che vegliano sulla costa.

Foto di Mirko Nonnis

La scogliera di Sos Pupos si distingue per una serie di peculiarità morfologiche e cromatiche che la rendono unica nel suo genere: la parete rocciosa regala un affascinante contrasto di colori, con la fascia inferiore caratterizzata da suggestive tonalità verdastre e la parte superiore che vira su sfumature rossastre, un fenomeno visivo che si intensifica con le luci del tramonto. L’alternanza di imponenti falesie, guglie e rilievi arrotondati conferisce al sito un’atmosfera quasi extraterrestre e incontaminata, e ai piedi della scogliera, l’azione erosiva del mare ha scavato piccole pozze che mantengono l’acqua marina anche durante i mesi estivi, offrendo specchi cristallini incastonati in un contesto selvaggio.

Foto di Mirko Nonnis

Oltre alla rilevanza geologica, l’area sovrastante la scogliera vanta una ricca vegetazione di gariga costiera, in cui spiccano essenze tipiche della macchia mediterranea come l’elicriso e l’euforbia.

Per l’alto valore della sua biodiversità e la rarità del paesaggio, il sito ricade all’interno del Sito di Interesse Comunitario (SIC) “Entroterra e zona costiera tra Bosa, Capo Marargiu e Porto Tangone” (codice ITB020041), integrato nella rete europea Natura 2000 per la salvaguardia degli ecosistemi comunitari.

Se l’approccio via mare rappresenta uno dei modi più spettacolari per ammirare la maestosità dell’imponente parete piroclastica, gli amanti dell’escursionismo possono raggiungere la scogliera a piedi ripercorrendo sentieri panoramici immersi nella natura.

Il percorso escursionistico più suggestivo prende il via dal centro abitato di Bosa, attraversa la pittoresca Cala ‘e Moros e prosegue lungo la costa in direzione di Cala Rapina. Trattandosi di un itinerario su terreno irregolare e a tratti scivoloso, è fondamentale affrontarlo con la dovuta preparazione fisica e con calzature idonee da trekking o trail running.

 

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