Todde contro il blitz di Nordio a Uta per il 41 bis: “Basta servitù penitenziarie, la Sardegna non si piega”
Vivi Quartu

Todde contro il blitz di Nordio a Uta per il 41 bis: “Basta servitù penitenziarie, la Sardegna non si piega”

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23 July 2026
18:39
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“L’arrivo del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, per l’inaugurazione del nuovo reparto destinato al regime del 41 bis nella Casa circondariale di Uta, senza alcuna comunicazione preventiva o coinvolgimento delle istituzioni regionali, rappresenta un fatto grave sul piano istituzionale e conferma un metodo che la Regione Sardegna ha già contestato con forza negli ultimi mesi. La posizione della Giunta regionale sul piano nazionale di concentrazione dei detenuti sottoposti al regime speciale nelle strutture sarde è stata espressa formalmente in tutte le sedi istituzionali e resa pubblica in numerose occasioni. Non contestiamo la necessità di contrastare con fermezza la criminalità organizzata né mettiamo in discussione gli strumenti che lo Stato ritiene necessari per garantire la sicurezza nazionale. Quello che contestiamo è un metodo che umilia le istituzioni sarde e ignora il principio della leale collaborazione tra Stato e Regione”, dichiara la Presidente Alessandra Todde.

“L’inaugurazione di un reparto da 91 posti destinato al 41 bis, avvenuta senza alcuna comunicazione formale alla Regione e senza il minimo coinvolgimento delle istituzioni territoriali, è l’ennesima dimostrazione di una scelta calata dall’alto. È uno sgarbo istituzionale che considero inaccettabile, soprattutto su una questione che ha profonde ricadute sulla sicurezza, sull’organizzazione del sistema penitenziario, sul sistema sanitario regionale e sull’equilibrio dei territori”.

La Presidente ricorda come la Regione abbia più volte chiesto al Governo un confronto trasparente e preventivo sul progetto di concentrazione dei detenuti in regime speciale in Sardegna, evidenziando il rischio di attribuire all’Isola un ruolo sproporzionato all’interno del sistema nazionale del 41 bis. La Sardegna ospita già una quota rilevante delle strutture penitenziarie nazionali e ha sempre contribuito con senso di responsabilità alle esigenze dello Stato.

“Abbiamo sempre fatto la nostra parte e continueremo a farla. Ma non possiamo accettare che la Sardegna venga considerata una semplice destinazione logistica per decisioni assunte altrove. Da mesi chiediamo rispetto, proporzionalità e ascolto. Invece registriamo ancora una volta decisioni unilaterali e un’evidente mancanza di attenzione nei confronti dell’Autonomia speciale della nostra Regione”.

“A settembre avevo chiesto chiarimenti direttamente al Ministro Nordio sul futuro degli istituti coinvolti e avevo ricevuto rassicurazioni sulla necessità di un coinvolgimento delle istituzioni regionali. Oggi prendiamo atto che quelle rassicurazioni sono state smentite dai fatti. Non è questo il rapporto che deve esistere tra Stato e Regione. La Sardegna merita rispetto e merita di essere ascoltata quando sono in gioco scelte che incidono sul suo futuro”.

La Presidente ribadisce infine che la Regione continuerà a sostenere in ogni sede istituzionale la richiesta di un riequilibrio del piano nazionale e di un confronto reale con il Governo. “La Sardegna non si sottrae alle proprie responsabilità nella lotta alla criminalità organizzata. Chiediamo però che le decisioni siano assunte nel rispetto delle comunità, dei territori e delle istituzioni democraticamente elette. Continueremo a difendere questa posizione con determinazione, perché non accetteremo che l’Isola venga considerata una periferia sulla quale scaricare problemi che riguardano l’intero Paese. Difendere la Sardegna significa tenere insieme legalità, sicurezza, autonomia e rispetto istituzionale”.

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