Un tesoro inaspettato nel cassetto dei ricordi: la straordinaria storia dei buoni postali ritrovati a Capoterra
Un tesoro inaspettato nel cassetto dei ricordi: la straordinaria storia dei buoni postali ritrovati a Capoterra.
Quella che all’apparenza poteva sembrare una comune operazione di riordino domestico si è trasformata in una vicenda che ha del clamoroso, regalando a un pensionato settantatreenne residente a Capoterra, la scoperta di un vero e proprio tesoro dimenticato tra le pieghe della memoria familiare.
Tutto ha avuto inizio durante le operazioni di inventario dei beni custoditi all’interno di un’abitazione di Santu Lussurgiu, eredità di una zia, scomparsa alla soglia dei cento anni dopo una lunga permanenza in una struttura protetta a Bonarcado; proprio in quella casa, rimasta chiusa per quattordici anni, la moglie dell’uomo ha rinvenuto, all’interno di un cassetto, due buoni fruttiferi emessi dalle Poste nel 1938 e nel 1970, conservati insieme ad alcuni vecchi pesos risalenti all’epoca in cui il bisnonno dell’uomo era emigrato in Argentina. Il primo, un titolo da 100 lire, e il secondo, da 100mila lire, sono apparsi subito agli occhi del settantatreenne come oggetti di inestimabile fascino, tanto che il suo primo impulso fu quello di incorniciarli, prima di decidere di rivolgersi a un Ufficio postale per verificare l’effettiva validità dei titoli, ricevendo però un diniego immediato circa la possibilità di riscuoterli. Non volendosi arrendere di fronte a questa prima risposta negativa, l’uomo ha approfondito la questione attraverso ricerche in rete, scoprendo che numerosi altri cittadini, in situazioni analoghe, erano riusciti a ottenere il rimborso dei propri risparmi, decidendo così di affidarsi all’esperienza di avvocati specializzati nel settore del recupero di vecchi titoli.
Il pensionato ha confidato di non aver mai immaginato che in quella vecchia casa potesse celarsi una simile fortuna, auspicando ora di poter convertire in euro quei preziosi pezzi di carta che rappresentano un legame tangibile con il passato. A fornire una prospettiva tecnica sull’ipotetico valore economico dei buoni è intervenuto un avvocato, il quale ha spiegato che il buono del 1938 potrebbe attestarsi su una cifra vicina ai 25mila euro, mentre quello del 1970, nonostante un valore nominale iniziale cento volte superiore, potrebbe oscillare tra gli 8 e i 10mila euro; tale discrepanza è dovuta al crollo degli interessi legali avvenuto dopo gli anni Sessanta e alla metodologia di calcolo che, piuttosto che basarsi su una semplice conversione matematica, considera il potere d’acquisto dell’epoca. Nonostante il lungo tempo trascorso, il legale sottolinea che la possibilità di esigerli non è affatto sfumata, poiché il detentore ne è venuto in possesso solo di recente e non ne conosceva l’esistenza, motivo per cui è stato già presentato un ricorso diretto alle Poste di Roma, con la ferma convinzione che si potrà giungere a far incassare al cliente la somma legittimamente dovuta.
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