Caldo killer nel Medio Campidano: crolla la produzione delle pesche e ora tremano gli agrumi
Vivi Quartu

Caldo killer nel Medio Campidano: crolla la produzione delle pesche e ora tremano gli agrumi

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04 October 2026
12:31
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Le persistenti ondate di calore estivo, l’allungamento della stagione calda da maggio a novembre e due anni consecutivi di grave siccità hanno assestato un colpo durissimo alla frutticoltura del Medio Campidano. Il bilancio tracciato da Confagricoltura Cagliari per il polo produttivo di Villacidro e Serramanna tratteggia uno scenario drammatico: la stagione delle pesche si chiude con perdite devastanti, mentre per la imminente campagna agrumicola le stime preannunciano un brusco calo produttivo.

I numeri forniti dalla cooperativa Agricoltori Villacidresi — che raccoglie quasi tutti i produttori professionali del territorio — evidenziano la gravità della crisi: nel 2025 la produzione delle pesche aveva raggiunto i 3.600 quintali; nel 2026 la raccolta si è fermata ad appena 2.000 quintali, registrando un crollo del 40%. Per ciò che riguarda gli agrumi, dai 32.000 quintali dell’anno precedente, le stime fino a dicembre prossimo prevedono un calo a 23.000 quintali (-30%).

Oltre allo stress termico diretto, le temperature record hanno favorito l’esplosione demografica del ragno rosso. Questo acaro causa la defogliazione degli alberi di pesco, compromettendo la fioritura e la resa anche per l’annata successiva. Sugli agrumi, invece, la presenza dell’insetto provoca la macchiatura e suberificazione della buccia, rendendo i frutti esteticamente non idonei alla vendita nei canali della grande distribuzione.

Le testimonianze raccolte sul campo raccontano la difficoltà quotidiana di chi lavora la terra a fronte di emergenze climatiche ed fitosanitarie sempre più severe. Giovannino Muscas (Presidente sezione frutticola regionale di Confagricoltura e agricoltore a Villacidro): “Nel 2026 abbiamo dimezzato il fatturato rispetto allo scorso anno. La mancanza d’acqua e le precedenti annate di siccità hanno messo le piante sotto uno stress enorme. La dotazione irrigua estiva di 6mila metri cubi a ettaro non è più sufficiente con questo clima: ne occorrono almeno 7-8mila. Per resistere stiamo sperimentando anche colture tropicali come l’avocado su quattro ettari.”

Dario Piras (Vicesindaco di Villacidro e vicepresidente del Consorzio di Bonifica Sardegna Meridionale): “Per le pesche è un’annata pessima con punte di danno fino al 100%. Con queste temperature la pianta non riesce a difendersi e l’unico modo per contrastare l’acaro è l’irrigazione dall’alto per umidificare la chioma. I guadagni della stagione sono stati interamente assorbiti dai maggiori costi per gasolio e fitosanitari. Serve che la Regione, tramite il CSR, investa in sistemi innovativi di gestione idrica.”

Gabriele Cabriolu (Azienda agricola tra Villacidro e San Gavino): “Tra grandine iniziale, vento, caldo estremo e ragno rosso, la stagione è stata distrutta. Senza certi fitofarmaci ritirati dall’UE proteggere le piante è diventato quasi impossibile. Molti agricoltori stanno espiantando i pescheti e anch’io valuto di convertire i terreni verso colture più resistenti come il fico o il fico d’India.”

In merito alla situazione è intervenuto il presidente di Confagricoltura Cagliari, Alessandro Abis, chiedendo un cambio di passo immediato alle istituzioni regionali: “Il settore frutticolo sardo possiede un potenziale enorme garantito da terreno e microclima unici, ma soffre da anni per la mancanza di una visione strategica, aggravata dalla passata chiusura del Consorzio di Frutticoltura. Il cambiamento climatico rappresenta una minaccia ma deve diventare anche un’opportunità per diversificare le produzioni. Chiediamo un piano di sviluppo strutturato, con risorse concrete per supportare le aziende, salvaguardare l’occupazione e creare ricchezza per la Sardegna.”

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