«Chia ridotta a un letamaio»: la denuncia della guida turistica sullo scempio di Campana
Un paradiso naturale trasformato in una discarica a cielo aperto sotto gli occhi di tutti. È l’amara denuncia lanciata dalla guida turistica Franco Cerniglia, che accende i riflettori sul degrado in cui versa la celebre spiaggia di Campana, una delle perle della costa di Chia nel litorale di Domus de Maria.
Un quadro sconfortante che mette a nudo l’inciviltà di chi frequenta il litorale. Le secolari dune e i boschetti di ginepro, protetti sulla carta dalle normative ambientali, vengono sistematicamente trasformati in zone d’ombra per i venditori ambulanti e in bagni a cielo aperto da turisti e bagnanti che preferiscono violare il territorio piuttosto che percorrere cinquanta metri per raggiungere i servizi igienici chimici installati lungo la spiaggia.
Il nodo centrale della protesta risiede tuttavia nella totale assenza di vigilanza, sanzioni e mancanza di cassonetti. L’appello punta il dito contro le istituzioni preposte, lamentando una cronica assenza di pattugliamenti e rilievi del Corpo Forestale per tutelare un ecosistema tanto delicato quanto prezioso per l’economia e l’immagine dell’intera Sardegna.
Per fermare questo scempio perpetrato ai danni dell’ambiente e dei cittadini che amano il territorio, la proposta del professionista è drastica: tolleranza zero e daspo immediato dall’Isola, per allontanare senza pietà sia i turisti maleducati sia i residenti complici di questo sfregio continuo.
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