Il caso Zeus non è isolato: «Nelle campagne sarde si spara ai cani». Scatta la battaglia per la giustizia
Vivi Quartu

Il caso Zeus non è isolato: «Nelle campagne sarde si spara ai cani». Scatta la battaglia per la giustizia

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Admin Quartu.NET
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13 October 2026
18:23
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La morte di Zeus, il cane maremmano ucciso a colpi di fucile l’8 ottobre scorso in una proprietà privata a Olbia, continua a suscitare indignazione e riaccende i riflettori sulla violenza contro gli animali nelle campagne sarde. Ma, secondo la testimonianza di un volontario che conosce da vicino queste realtà, quello che è accaduto al cane di appena tre anni non sarebbe un episodio isolato.

«La storia di Zeus non è unica, non è un caso isolato, ma una cosa che si sente spesso», dice il volontario, raccontando di aver raccolto nel tempo testimonianze da pastori e agricoltori che gli avrebbero riferito di cani uccisi a fucilate da alcuni cacciatori. Accuse gravi, che restituiscono il quadro di una situazione che merita attenzione e verifiche, senza generalizzare né attribuire comportamenti illeciti a un’intera categoria.

«A me personalmente viene detto da alcuni pastori o agricoltori che i cacciatori ammazzano a fucilate i loro cani», afferma, precisando che non bisogna «fare di tutta l’erba un fascio». Nel suo racconto denuncia anche presunti episodi di ingresso in terreni altrui e di violenza contro gli animali, compresi casi in cui, sostiene, sarebbero stati uccisi gli stessi cani dei proprietari.

Parole dure, che riportano al centro una questione delicata: la tutela degli animali nelle aree rurali, il rispetto delle proprietà private e l’uso responsabile delle armi. La vicenda di Zeus diventa così il simbolo di una richiesta più ampia di controlli e giustizia, affinché episodi simili non si ripetano.

La vicenda di Zeus risale all’8 ottobre, quando il cane sarebbe stato ucciso all’interno di una proprietà privata recintata in via Olbana, nella zona di Su Trambuccone, a Olbia. Secondo la ricostruzione contenuta nella denuncia-querela presentata dalle associazioni LIDA Sezione Olbia e Zampe che danno una Mano ODV, un uomo indicato come cacciatore si sarebbe introdotto nell’area privata. Dopo che il cane avrebbe abbaiato, l’uomo lo avrebbe colpito con pietre e successivamente sparato con il fucile, prima ferendolo e poi esplodendo un secondo colpo a distanza ravvicinata. La denuncia riferisce inoltre che il corpo dell’animale sarebbe stato trascinato e gettato in un canale tra i rovi.

Si tratta della ricostruzione dei fatti riferita dalle associazioni, che chiedono che le responsabilità vengano accertate nelle sedi giudiziarie competenti. «Siamo di fronte a un atto di una ferocia e un’arroganza inaccettabili. Un’esecuzione a bruciapelo spietata e ingiustificata», dichiarano congiuntamente Cosetta Prontu, presidente di LIDA Olbia, e l’avvocata Giada Bernardi, presidente di Zampe che danno una Mano ODV e firmataria della denuncia.

Le due associazioni hanno depositato una denuncia-querela presso la Procura della Repubblica di Tempio Pausania, ipotizzando i reati di uccisione e maltrattamento di animale, con le aggravanti indicate nell’atto. Hanno inoltre chiesto alla magistratura il sequestro penale delle armi e delle munizioni eventualmente detenute dal presunto responsabile e la revoca del porto d’armi. «Chi imbraccia un fucile e giustizia a freddo un animale inerme, che peraltro stava difendendo il suo territorio, dimostra una spietatezza e un’assenza di empatia che spaventano», affermano le rappresentanti delle associazioni, ribadendo la volontà di seguire il caso in tutte le sedi giudiziarie.

Anche il Partito Animalista Italiano è intervenuto sulla vicenda, annunciando che il proprio presidente, avvocato, ha già depositato una denuncia e dichiarando di voler perseguire iniziative legali affinché il caso venga affrontato con la massima attenzione. «Zeus, un cane di appena tre anni, è stato freddato con due colpi di fucile nella proprietà del suo padrone, mentre si trovava in sicurezza a casa sua», si legge nel comunicato del partito, che riferisce anche di presunte minacce rivolte al proprietario dell’animale. Il movimento chiede provvedimenti severi nei confronti del responsabile, qualora le accuse venissero accertate, e rilancia la propria proposta di legge denominata «Legge Leone», invocando pene più rigorose per i reati contro gli animali.

Nel frattempo, il volontario che ha denunciato la presunta diffusione di episodi simili nelle campagne sarde lancia anche una proposta per mantenere viva la memoria del cane: realizzare un murale a Olbia dedicato a Zeus, affinché la sua storia non venga dimenticata.

 

 

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