La Gran Bretagna vieta i social ai minori di 16 anni, Starmer: “Divieto totale”
Vivi Quartu

La Gran Bretagna vieta i social ai minori di 16 anni, Starmer: “Divieto totale”

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16 June 2026
11:24
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La Gran Bretagna vieta i social ai minori di 16 anni, Starmer: “Divieto totale”.

Londra vieta i social ai minori di 16 anni, Starmer: Divieto totale. Starmer: I social media rendono i bambini infelici. Facilitano le molestie e gli abusi da parte dei bulli. Francia, Macron: Chiuderemo account social minori 15 anni entro fine anno.

Un annuncio che suona come una svolta storica nella gestione dell’infanzia digitale europea e che riaccende un dibattito ormai globale sul rapporto tra adolescenti e piattaforme social, sempre più centrali nella vita quotidiana ma sempre più contestate sul fronte della salute mentale e della sicurezza.

Il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato oggi, 15 giugno, che ai minori di 16 anni sarà vietato l’accesso a tutte le principali app di social media, una decisione che segna un cambio di rotta netto e che punta a ridisegnare i confini dell’uso digitale tra i più giovani. La misura, presentata come necessaria per proteggere le nuove generazioni, si inserisce in un contesto internazionale sempre più sensibile al tema.

La Francia, a gennaio, aveva già ottenuto il via libera della Camera al divieto dei social agli under 15, mentre la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, in conferenza stampa al G7 di Evian, in Francia, ha sottolineato: Stiamo proteggendo i nostri figli online. Voglio ringraziare il presidente Macron per aver sollevato questo tema cruciale. Perché le opportunità del mondo digitale sono evidenti, ma lo sono anche i rischi. Il dibattito non è se i giovani debbano avere accesso ai social media, ma se i social media debbano avere accesso ai nostri bambini e adolescenti e quando. E in questo ambito, la necessità di posticipare l’accesso ai social media, a causa dei rischi, si sta rafforzando. Sappiamo tutti che l’infanzia e la prima adolescenza sono anni formativi per il funzionamento del cervello, ma soprattutto per lo sviluppo della personalità. I minori hanno bisogno di sviluppare le capacità per agire in autonomia offline, ma ovviamente anche online. E dobbiamo dare loro la protezione, il tempo per maturare e, naturalmente, i mezzi per farlo. Anche le aziende tecnologiche hanno una grande responsabilità. In Europa, le piattaforme devono dimostrare di essere sicure fin dalla progettazione, e questo principio è particolarmente importante per i nostri bambini e adolescenti.

Sulla stessa linea si inserisce l’annuncio di Starmer, che ha scelto anche un tono personale per introdurre la decisione. Per i miei due bambini, tutto quello ho sempre voluto è che fossero al sicuro e felici. Comincia così il video diffuso dal primo ministro britannico sui suoi canali social per spiegare il provvedimento adottato dal suo governo, che introduce il divieto di accesso ai social network per tutti i minori di 16 anni. Le motivazioni, secondo il premier laburista, riguardano in primo luogo la salute mentale dei ragazzi, sempre più esposti a dinamiche che li rendono infelici e che possono portarli a vivere intrappolati in un ciclo di scroll infinito che allontana il gioco, il sonno e il tempo con la famiglia.

I genitori, assicura Starmer, sono d’accordo con la decisione presa che, però, ha avuto e avrà resistenze da parte di alcune delle aziende più potenti al mondo. Per questo, secondo il governo britannico, sarà necessario anche imparare dagli altri. La Gran Bretagna, infatti, non è il primo Paese a introdurre restrizioni di questo tipo. Apripista è stata l’Australia di Anthony Albanese, che lo scorso dicembre ha imposto un ban ai minori di 16 anni che coinvolge piattaforme come TikTok, Facebook, Instagram, X e YouTube, con le aziende chiamate ad adottare misure ragionevoli per impedire l’accesso ai minori, rischiando sanzioni fino a 49,5 milioni di dollari australiani.

Non è una cosa che faccio alla leggera e non la presenterò come gratuita, come se i social media non avessero portato alcun beneficio ai giovani, perché chiaramente questo è sbagliato. Ma il governo si basa sempre sulle scelte, ed è chiaro che un divieto totale sia la scelta giusta, ha detto il primo ministro britannico, ribadendo anche di conoscere le paure che tutti proviamo riguardo ai social media.

I social media rendono i bambini infelici. Facilitano le molestie e gli abusi da parte dei bulli e potrebbero persino danneggiare la loro salute mentale. Li espongono a contenuti pericolosi perché è questo che cattura l’attenzione. Sono progettati per creare dipendenza. Un quadro che, tra allarmi istituzionali, prese di posizione politiche e misure sempre più restrittive, trasforma il tema dell’accesso dei minori ai social in una delle nuove grandi sfide del mondo digitale contemporaneo.

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