Lutto nell’enologia sarda: addio a Silvio Carta, il “signore” della vernaccia
Lutto nell’enologia sarda: addio a Silvio Carta, il “signore” della vernaccia.
L’enologia sarda perde una delle sue figure più iconiche, carismatiche e rappresentative, capace di segnare per oltre tre decenni la storia economica e culturale del territorio. È deceduto ieri pomeriggio a 96 anni Silvio Carta, fondatore della storica cantina di Baratili San Pietro e figura leggendaria dell’imprenditoria locale. L’imprenditore, fondatore della storica cantina di Baratili San Pietro, aveva 96 anni e lascia un’eredità inestimabile nel panorama enogastronomico regionale e nazionale. Ha creato un’azienda e il suo nome è diventato uno dei simboli della Vernaccia, giacché il vino dell’Oristanese deve anche a lui se con gli anni è diventato nobile, elevandosi da prodotto di nicchia a eccellenza riconosciuta oltre i confini dell’isola.
La sua è stata una dedizione totale e ininterrotta verso la terra e la vigna: da oltre 70 anni l’azienda poteva contare sulla sua costante presenza, un punto di riferimento saldo e carismatico anche se da qualche decennio era affiancato nel lavoro dal figlio Elio, garantendo così quella continuità generazionale che ha reso il marchio un’eccellenza globale. Si tratta di una cantina con il cuore immerso nella Vernaccia, la cui qualità assoluta ha raggiunto vette storiche e riconoscimenti di livello assoluto. La sua Vernaccia di Oristano Doc Riserva 2004, nel 2018 al Vinitaly ha conquistato il titolo di miglior vino italiano in assoluto e nel 2024 invece si è imposto come miglior vino bianco italiano, consacrando definitivamente un lavoro decennale fatto di rigore, passione e rispetto per le tradizioni.
Tuttavia, la visione di Silvio Carta non si è mai limitata ai soli confini locali, dimostrando una straordinaria capacità di anticipare i tempi e cogliere le sfide del mercato moderno. La cantina è rimasta sempre con la testa proiettata su un mercato internazionale, espandendo in modo decisivo i propri orizzonti visto che la produzione si è diversificata puntando anche, ad esempio, su mirto e Gin, distillati diventati in breve tempo veri e propri cult aziendali esportati in tutto il mondo. Con la scomparsa del “signore” della vernaccia, la Sardegna dice addio a Silvio Carta e saluta un maestro della terra che ha saputo portare il nome di Baratili San Pietro e dell’Oristanese ai vertici della produzione vinicola mondiale.
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