Un salvataggio provvidenziale: un raro esemplare di astore sardo salvato lungo la Provinciale a Guspini
Vivi Quartu

Un salvataggio provvidenziale: un raro esemplare di astore sardo salvato lungo la Provinciale a Guspini

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Admin Quartu.NET
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09 October 2026
11:49
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Un salvataggio provvidenziale: un raro esemplare di astore sardo salvato lungo la Provinciale a Guspini.

I boschi incontaminati del territorio guspinese sono stati teatro di un’emozionante storia di tutela ambientale e sensibilità civica che ha visto protagonista un rapace diurno unico al mondo. Un raro esemplare di astore sardo, sottospecie endemica che vive solo nei boschi della Sardegna e Corsica e considerato uno dei rapaci più preziosi e difficili da avvistare del Mediterraneo, è stato sottratto a un destino drammatico lungo la carreggiata della SP 65, in località Sessini, a due passi dal parco di Gentilis. L’animale era tramortito, immobile, bagnato fradicio in mezzo alla strada, sotto le prime piogge autunnali che in questi giorni hanno flagellato il territorio. Poteva finire sotto le ruote di un’auto o venire travolto; invece è stato salvato grazie a un intervento provvidenziale a Sessini, a due passi da Gentilis, di un dipendente Forestas.

L’operatore si trovava in transito sulla strada provinciale quando ha notato la sagoma del volatile in grave difficoltà. Il predatore, restato a terra fradicio a causa delle prime piogge autunnali, non ha potuto cacciare e la fame lo ha velocemente debilitato. Si è trattato di un salvataggio al limite: la SP 65 è una strada stretta, trafficata a quell’ora da mezzi agricoli, turisti e camion, e un attimo in più e sarebbe stato travolto. Fortunatamente non è stato investito da nessun veicolo ed è stato portato in una vicina azienda di Serpi. L’animale, una femmina, evidenziava problemi a un’ala. Da un esame superficiale non aveva traccia di ferite da fucilata, probabilmente i traumi sono stati causati da un contatto con fronde di alberi o con una linea elettrica.

Questo dettaglio esclude subito la mano dell’uomo e fa pensare a un incidente di volo, evento non raro per un cacciatore che vive sfrecciando a tutta velocità nel folto del bosco. L’astore sardo è un fulmine, uno dei volatili più veloci in natura: grazie alla sua straordinaria agilità piomba sulla preda senza che questa se ne accorga, agendo da cacciatore silenzioso e letale, simbolo dei boschi del circondario. Questo straordinario predatore vive solo nelle foreste mature, caccia principalmente piccoli uccelli e per farlo ha un’arma perfetta: ali corte e arrotondate, coda lunga e un’agilità incredibile che gli permette di sfrecciare tra rami e tronchi con manovre impossibili a qualsiasi altro rapace. Non a caso proprio a Gentilis le coppie di sparviero e astore trovano la casa ideale per riprodursi e cacciare, grazie a boschi di leccio fitti, incontaminati, tranquilli e lontani dal disturbo antropico, configurando un habitat perfetto che va custodito.

Dopo le prime cure prestate nell’azienda agricola, la femmina di astore sardo ha mostrato segni d’immediata ripresa. Successivamente alle cure ha dato risposte positive, riprendendo vigore: gli occhi, ma soprattutto il becco e gli artigli, si facevano minacciosi contro chiunque si avvicinava. Questo ha rappresentato il segnale più bello, indicando che il predatore stava tornando se stesso, selvatico, indomabile e pronto a difendersi, tanto che quasi non voleva più andarsene dalla sua residenza temporanea. Successivamente, le cure sono proseguite in tarda mattinata, dopo comunicazione preventiva, presso il Centro Recupero Fauna Selvatica di Monastir, gestito da Forestas per le cure necessarie certamente il rapace deve essere rimesso in libertà. Tenerlo chiuso in un ambiente non suo rischia di trasformarlo in una specie non consona alla natura. Il suo posto è nel bosco, non in gabbia. Ora la femmina di astore si trova affidato al centro fauna selvatica di Monastir, dove ora a Monastir i veterinari lo terranno in osservazione per verificare l’entità del trauma all’ala. L’obiettivo dell’intervento e delle strutture regionali è chiaro: rimetterlo in libertà il prima possibile, nello stesso comprensorio dove è stato trovato, tra i lecci di Gentilis.

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