Sapete che il tartufo si trova anche in Sardegna? Ecco dove e quali sono le tipologie
Vivi Quartu

Sapete che il tartufo si trova anche in Sardegna? Ecco dove e quali sono le tipologie

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Admin Quartu.NET
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15 October 2026
08:24
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Sapete che il tartufo si trova anche in Sardegna? Ecco dove e quali sono le tipologie.

L’oro nero nascosto nei boschi sardi: viaggio tra le specie, i segreti e le terre del tartufo d’Isola.

Forse non tutti lo sanno, ma l’oro nero della gastronomia e protagonista assoluto della cucina raffinata si trova anche in Sardegna, tra terre e colline della nostra isola che ne sono inaspettatamente ricche.

Tra le meraviglie gastronomiche del territorio si nasconde un piccolo tesoro sotterraneo che solitamente si associa ad altre regioni d’Italia, come il Piemonte o l’Umbria, ma che in realtà cresce silenzioso e prezioso anche qui, tra i nostri boschi e le nostre colline.

Per scovare questo straordinario tubero non serve infatti attraversare il Tirreno, ma basta semplicemente conoscere i luoghi giusti e saperlo cercare con pazienza, passione e dedizione.

La specie più diffusa nella nostra isola è il Tartufo Nero Pregiato, scientificamente noto come Tuber Melanosporum Vittadini, una rinomata varietà che raggiunge la piena maturazione nella stagione estiva e che regala ai piatti un tocco di eleganza e complessità grazie al suo inconfondibile aroma.

A differenza di quanto si possa comunemente pensare, questo tartufo non cresce esclusivamente all’interno dei tradizionali boschi di latifoglie, pur trovandosi spesso accanto a piante come noccioli, querce e faggi, ma può svilupparsi in habitat del tutto sorprendenti e nascere persino sotto i pini, una caratteristica peculiare che lo rende ancora più affascinante e inaspettato.

Riconoscerlo non è poi così difficile per gli appassionati, dal momento che la sua superficie scura si presenta cosparsa di piccole verruche, un dettaglio morfologico evidente che lo distingue nettamente da altre varietà meno pregiate.

Il suo profumo, delicato ma al contempo penetrante, è capace di arricchire ed esaltare qualsiasi pietanza, riuscendo a trasformare anche la preparazione culinaria più semplice in una vera e propria esperienza sensoriale.

La Sardegna, grazie ai suoi terreni particolarmente ricchi di minerali e al suo clima unico, offre le condizioni perfette per lo sviluppo e la crescita di questo gioiello naturale.

La sua raccolta richiede tuttavia una grande dose di esperienza e necessita naturalmente dell’aiuto di un buon cane da tartufo, appositamente addestrato a fiutare la presenza del prezioso tubero nascosto nel sottosuolo.

Non è affatto un caso che negli ultimi anni l’interesse verso la ricerca del tartufo nell’isola sia cresciuto in modo costante, attirando sempre più appassionati e gourmet curiosi di scoprire un lato affascinante e ancora poco conosciuto della nostra terra.

Essere a conoscenza del fatto che la Sardegna custodisca anche questa straordinaria ricchezza rappresenta un motivo in più per esplorare i suoi boschi con occhi diversi, apprezzandone non solo la bellezza selvaggia, ma anche le sorprese gastronomiche che la natura è in grado di offrire.

La prossima volta che si cammina lungo i sentieri ombreggiati di una foresta sarda, sotto i propri piedi potrebbe celarsi proprio un piccolo e prezioso tartufo, pronto a regalare il suo straordinario profumo alla tavola di chi saprà individuarlo.

La gamma delle varietà presenti nell’isola non si esaurisce però qui: nei boschi sardi è infatti possibile reperire anche il Bianchetto, noto pure con il nome di marzuolo o con la denominazione scientifica di Tuber Borchii, il quale cresce invece durante i mesi dell’inverno e della primavera.

La somiglianza di questa specifica specie con il ben più pregiato tartufo bianco è davvero incredibile, tanto che, se non fosse per la sua polpa caratterizzata da un colore rosso scuro, risulterebbe davvero difficile per un occhio poco esperto riuscire a distinguerle.

Tra le varietà presenti e colte in Sardegna figura poi anche il tartufo Nero d’Inverno, chiamato anche Brumale e classificato come Tuber Brumale Vittadini.

Geograficamente, le terre fortunate in cui si concentra la presenza di questi tuberi sono il Sarcidano e l’Alta Marmilla, con particolare riferimento a quel triangolo compreso tra i comuni di Nurallao, Laconi e Villanovatulo.

All’interno dei boschi e delle campagne di questo specifico comprensorio vengono colti annualmente diversi quintali di tuberi, una quantità decisamente grandissima che testimonia l’abbondanza del risorsa.

Proprio per celebrare una simile ricchezza naturale, nel comune di Laconi viene organizzata nel mese di giugno la tradizionale Sagra del Tartufo, un evento che riscuote puntualmente un enorme successo di pubblico anche grazie alle piccole degustazioni offerte direttamente dai cercatori locale.

Sebbene nel tempo il tartufo si sia fatto una cattiva fama ed sia comunemente considerato un alimento di lusso inaccessibile, la realtà dei fatti dimostra il contrario.

Per insaporire adeguatamente un piatto di pasta per quattro persone sono infatti più che sufficienti appena otto grammi di prodotto, considerata anche la quotazione del tartufo sardo che si attesta su circa un euro al grammo.

Infine, per sfruttare al meglio le sue qualità organolettiche basta seguire poche e semplici regole pratiche: occorre evitare di cuocerlo, grattugiandolo direttamente a crudo sui piatti pronti, e qualora venga conservato in frigorifero, bisogna avere l’accortezza di riportarlo a temperatura ambiente estraendolo almeno un’ora prima dell’uso.

 

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