Assalto all’Arcipelago: il Parco nazionale de La Maddalena invoca sanzioni più severe e una stretta contro i trasgressori per difendere l’ecosistema marino protetto
Vivi Quartu

Assalto all’Arcipelago: il Parco nazionale de La Maddalena invoca sanzioni più severe e una stretta contro i trasgressori per difendere l’ecosistema marino protetto

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26 August 2026
12:06
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Assalto all’Arcipelago: il Parco nazionale de La Maddalena invoca sanzioni più severe e una stretta contro i trasgressori per difendere l’ecosistema marino protetto.

 

La straordinaria bellezza naturalistica dell’Arcipelago di La Maddalena si trova nuovamente a fare i conti con una pressione antropica insostenibile. Si registrano troppe presenze nelle acque del Parco, comportamenti poco rispettosi delle regole e un sistema sanzionatorio che, secondo i vertici dell’ente, non è più adeguato a tutelare un’area sottoposta ogni estate a una pressione crescente.

Il tema cruciale della salvaguardia ambientale è stato affrontato con decisione dal direttore del Parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, Yuri Donno, e dalla presidente Rosanna Giudice. Entrambi sono intervenuti recentemente sulla pagina istituzionale social dell’ente per denunciare le criticità riscontrate durante la stagione estiva. Nello specifico, Donno ha ricordato il confronto avviato con le altre aree marine protette, gli organi di controllo e le autorità competenti. Ha sottolineato con forza la necessità di intervenire sulla legge quadro sulle Aree Protette, ovvero la n. 394 del 1991, anche attraverso un netto rafforzamento delle sanzioni pecuniarie.

A supporto di questa linea d’azione, il direttore ha inoltre richiamato una lettera inviata al Ministero e alle forze dell’ordine. Il documento serve a rappresentare chiaramente le difficoltà incontrate quotidianamente nella vigilanza e nella gestione complessiva del territorio. Egli chiede e auspica di avere finalmente la possibilità di costituire un corpo di vigilanza proprio dotato di effettivo potere sanzionatorio.

Ancora più netto e intransigente risulta il messaggio lanciato dalla presidente. La Giudice ha ammonito che dobbiamo smettere di entrare nel Parco come se stessimo entrando a Gardaland. Ha poi annunciato contestualmente la ferma volontà dell’ente di mettere in campo un’operazione forte finalizzata a contrastare efficacemente abusi e violazioni delle norme di tutela.

Al centro del dibattito resta inevitabilmente il nodo cruciale delle multe. La legge 394 prevede sì un apparato sanzionatorio, ma secondo la presidente esiste oggi un vero e proprio vuoto normativo. Questo impedisce di fatto al Parco di aumentare autonomamente gli importi delle sanzioni, ricordando che non è che il Parco può, di punto in bianco, sollevare le sanzioni.

Una possibile e attesa svolta potrebbe tuttavia arrivare proprio dalla revisione della legge quadro statale. Essa è attualmente al centro di una rimodulazione che potrebbe interessare in modo diretto anche il sistema sanzionatorio vigente. In conclusione, la Giudice ha lanciato un severo e definitivo avvertimento sul rigoroso rispetto degli obblighi di tutela ambientale. Ha ammonito tutti a fare attenzione a non svegliare il cane che dorme, perché il giorno che si sveglia l’Europa io credo che si sveglierà, andiamo tutti a contemplare l’arcipelago di La Maddalena. Con questa espressione intende che verranno applicate restrizioni severissime, capaci di cambiare radicalmente le modalità di fruizione dell’area protetta.

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