La galleria fantasma di Cagliari: l’incredibile storia del traforo mai realizzato tra Stampace e Villanova
La galleria fantasma di Cagliari: l’incredibile storia del traforo mai realizzato tra Stampace e Villanova.
Nel fitto intreccio di vicoli, salite e testimonianze storiche che caratterizzano il capoluogo sardo, si cela una vicenda urbanistica straordinaria quanto poco conosciuta. Durante gli anni Trenta, nell’ambito di un imponente piano regolatore volto a riorganizzare la viabilità di Cagliari, le autorità cittadine vararono un ambizioso progetto che avrebbe dovuto stravolgere la geografia urbana dell’epoca: la realizzazione di una grande galleria sotterranea destinata a collegare in modo diretto il quartiere di Stampace con quello di Villanova.
Il piano d’ingegneria prevedeva un’opera dalle dimensioni imponenti per l’epoca, concepita con una lunghezza complessiva di circa quattrocento metri, un’altezza di otto metri e una larghezza di ben sedici metri. L’arteria ipogea era stata pensata per accogliere un flusso di traffico promiscuo e imponente, consentendo il passaggio simultaneo di mezzi pesanti, autovetture e pedoni. Secondo i progetti originali, l’ingresso sul versante di Stampace avrebbe trovato posto esattamente all’imboccatura del fossato di San Guglielmo, nell’area dove in seguito avrebbe soretto la clinica Aresu e dove oggi si trova il campus universitario. Sul fronte opposto, lo sbocco a Villanova era stato inizialmente ipotizzato in via San Rocco, per poi essere riprogettato all’interno di una nuova piazza da realizzare appositamente tra via Macomer e via Ozieri.
I lavori di scavo presero ufficialmente il via nel 1941, ma l’impresa incontrò quasi subito ostacoli insormontabili. Gli operai riuscirono ad avanzare nelle viscere della roccia per appena trenta metri prima che il cantiere venisse definitivamente bloccato. A determinare lo stop incrociato fu una combinazione drammatica di fattori tecnici e storici. Da un lato emersero gravissimi problemi di stabilità strutturale: l’esplosione delle cariche di dinamite impiegate per lo scavo provocò profonde lesioni a diversi palazzi situati tra via Fiume e via Porcell, danni così ingenti da costringere le autorità a decretare la successiva demolizione degli edifici coinvolti. Dall’altro lato, lo scoppio e l’inasprirsi della Seconda Guerra Mondiale imposero un’immediata e inevitabile interruzione di ogni attività costruttiva.
L’opera, il cui costo economico iniziale era stato stimato in oltre quattro milioni di lire, fu del tutto accantonata. Nemmeno nel successivo piano di ricostruzione approvato nel 1947 il progetto trovò concreta riproposizione, pur essendo stato originariamente contemplato negli elenchi delle infrastrutture. Di quella faraonica infrastruttura viaria non si fece più nulla, una sorte che molti storici e urbanisti giudicano oggi con profondo sollievo per la salvaguardia dell’integrità storica e paesaggistica della città. Oggi, di quel sogno ingegneristico incompiuto resta soltanto una muta testimonianza sul terreno: un varco d’accesso a Stampace il cui ingresso appare tuttora silenziosamente coperto da una semplice serranda.
L'articolo La galleria fantasma di Cagliari: l’incredibile storia del traforo mai realizzato tra Stampace e Villanova sembra essere il primo su cagliari.vistanet.it.
Fonte originale: [Link]