Molentargius, il 2026 è l’anno record dei fenicotteri: successo riproduttivo al 57%, il più alto del decennio
Con 3.710 pulcini giunti all’involo, su 6.562 coppie formatesi, la stagione di nidificazione 2026 dei fenicotteri a Molentargius si è conclusa con un successo riproduttivo del 57 per cento, il dato più alto degli ultimi dieci anni. Sono i risultati forniti dal settore Ambiente del Parco naturale regionale Molentargius-Saline in base a quanto emerso dall’attività di monitoraggio condotta per conto del Parco dagli ornitologi di Anthus, Sergio Nissardi e Carla Zucca.
Foto Parco naturale regionale Molentargius-Saline
Il 57 per cento indica la quota di giovani arrivati alla fase prossima all’involo rispetto alle coppie formatesi, ciascuna delle quali depone un solo uovo. Il risultato è strettamente legato alla sopravvivenza dei pulcini nelle prime settimane di vita, quando sono maggiormente esposti alla predazione da parte dei gabbiani reali. L’incidenza della predazione è legata anche alla localizzazione della colonia e alla conformazione degli argini scelti per la deposizione: argini particolarmente stretti espongono maggiormente i nidi all’azione dei predatori.
Foto Parco naturale regionale Molentargius-Saline
La stagione di nidificazione 2026, a fronte di un calo del numero di coppie nidificanti, si chiude però con un risultato particolarmente significativo nel successo riproduttivo: è il più alto degli ultimi dieci anni. Un decennio nel quale si è registrato anche il dato più basso dell’intera serie storica: nel 2019 il successo riproduttivo si era fermato al 7 per cento, con 23.327 coppie formatesi e 1.666 giovani prossimi all’involo. Nel 2025 le coppie formatesi erano state 7.730, con 3.599 giovani prossimi all’involo e un successo riproduttivo del 47 per cento.
Foto Parco naturale regionale Molentargius-Saline
Dall’attività di monitoraggio è possibile ricostruire le diverse fasi della stagione di nidificazione. Le prime attività sono state osservate a partire dal 19 marzo sull’argine nuovo del Bellarosa Maggiore, realizzato nell’ambito del progetto LIFE MC Salt. Nella seconda settimana di aprile si sono registrati alcuni tentativi di nidificazione falliti nel bassofondo. A metà aprile è iniziato l’insediamento alla base dei tralicci, seguito qualche giorno dopo dall’insediamento della colonia sull’argine di Quartu.
Foto Parco naturale regionale Molentargius-Saline
La deposizione delle uova si è protratta sino alla prima settimana di maggio. Le schiuse iniziate circa il 20 aprile si sono completate verso l’8 giugno. Dalla seconda settimana di agosto, i primi esemplari di giovani fenicotteri hanno iniziato a involarsi.
Foto Parco naturale regionale Molentargius-Saline
La distribuzione delle schiuse su un periodo così ampio è legata alla particolare situazione dei livelli idrici che ha caratterizzato i primi mesi dell’anno. Le abbondanti piogge hanno infatti mantenuto insolitamente alti i livelli dello stagno, riducendo progressivamente la disponibilità degli argini. La movimentazione delle acque operata dal Parco ha consentito agli argini di emergere gradualmente e alla colonia di insediarsi progressivamente.
“Gli argini dello stagno del Bellarosa Maggiore – afferma Luisanna Massa, responsabile del settore Ambiente del Parco – sono siti di nidificazione esclusivi per i fenicotteri di Molentargius, ma utilizzati anche da altre specie come le Sterne, i Gabbiani rosei, le Avocette. Sono inoltre necessari per creare zone a diverso gradiente salino e rendono varia e diversificata la microfauna e microflora acquatica. Il loro mantenimento è indispensabile per mantenere in buono stato di conservazione dell’habitat lagunare e delle specie che ospita”.
“Dall’intervento effettuato nel 2015 con il LIFE MC SALT ad oggi – conclude – la superficie degli argini si è notevolmente ridotta a causa del moto ondoso e dello stesso calpestio degli animali. Per questo il Parco sta reperendo i fondi per intervenire con un progetto di restauro degli argini con tecniche capaci di resistere all’erosione e che riducano al minimo la necessità di manutenzione”.
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