Olbia, il sindaco “vieta” il cibo ai cani della zona industriale. La Lida: «L’ordinanza serve a salvarli»
La gestione del randagismo nella zona industriale di Olbia torna al centro di una dura polemica. Ad accendere la miccia è stata una recente ordinanza firmata dal sindaco Settimo Nizzi, un provvedimento tecnico pensato per arginare una situazione critica che si trascina ormai dal 2016. L’atto sindacale impone il divieto di alimentare i branchi di cani randagi presenti nell’area, una decisione che ha scatenato un’immediata ondata di proteste sui social network, con centinaia di messaggi preimpostati inviati per protesta anche alla casella di posta elettronica della LIDA di Olbia.
A fare chiarezza sulla realtà dei fatti e a smontare le accuse di presunta crudeltà contro le istituzioni interviene direttamente Cosetta Prontu, responsabile della sezione locale della LIDA e del rifugio I Fratelli Minori che si occupa quotidianamente di ben 400 tra cani e gatti. La presidente dell’associazione specifica che l’ordinanza non punta affatto ad affamare gli animali, ma rappresenta l’unico strumento efficace per consentire il posizionamento delle gabbie-trappola. I cani dell’area industriale sono infatti esemplari inselvatichiti e terrorizzati dall’uomo, impossibili da avvicinare con i metodi tradizionali.
«Un cane con la pancia piena non entrerà mai in una gabbia trappola. Nessun animale verrà lasciato morire di fame. Il personale incaricato alla cattura, che fa capo all’associazione vincitrice dell’appalto e non alla LIDA, gestisce e alimenta i cani attraverso apposite postazioni controllate. Solo gli operatori autorizzati devono farlo, perché sanno come e dove posizionare le esche per monitorare gli esemplari e attirarli. Ogni volta che un cittadino, per un malinteso senso di buonismo, lascia una ciotola di croccantini fuori da queste aree, sta di fatto sabotando le operazioni, condannando quel cane a restare in strada e a continuare a sfornare cuccioli destinati a una vita di sofferenza.»
La situazione nella zona industriale ha raggiunto livelli di pericolo evidenti, tanto da costringere in passato alla chiusura di una pista ciclabile per tutelare la sicurezza pubblica. La proliferazione incontrollata dei branchi ha creato uno scenario desolante dove i cuccioli nascono e spesso muoiono tra i tir e il fango. Chi opera sul campo ogni giorno rifiuta la narrazione di una presunta “libertà” di questi animali, ricordando che la vita in strada significa malattie e il rischio costante di finire sotto le ruote dei mezzi pesanti.
«Mentre il web si riempie di urlatori seriali che non hanno mai varcato la soglia di un canile e che usano la pancia dietro un PC per spargere veleno, noi rispondiamo con il sudore sul campo e con i fatti. Solo nel 2025 abbiamo garantito la sterilizzazione di 330 cani e 723 gatti, oltre a trovare una casa per 793 cani. Il nostro scopo è portarli dalla polvere dell’area industriale al calore di una casa. Molti degli animali che oggi dormono felici sui divani delle famiglie provengono proprio da quell’inferno, salvati spesso grazie alla fame che li ha spinti nelle trappole. Chi ama davvero i cani oggi sta in silenzio e rispetta le operazioni di cattura, permettendoci di curarli, vaccinarli e salvarli davvero.»
Contatti per info e adozione 3334312878 – lidaolbia@tiscali.it
• Gruppo Teaming https://www.teaming.net/lidaolbia
• Come aiutarci: http://www.lidasezolbia.it/come-aiutarli/
• Estremi per donazione http://www.lidasezolbia.it/donazioni/
• Codice Fiscale 5×1000 01976050904
• Per spedizione aiuti:
L.I.D.A. Sez. Olbia – rifugio I Fratelli Minori
via Dei Cestai 26 – 07026 Olbia (SS)
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