Voli interni in Sardegna: «Uno spreco di soldi pubblici che inquina fino a 20 volte più del treno», Legambiente all’attacco
Vivi Quartu

Voli interni in Sardegna: «Uno spreco di soldi pubblici che inquina fino a 20 volte più del treno», Legambiente all’attacco

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04 July 2026
18:32
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In una delle regioni con il sistema ferroviario meno sviluppato e meno competitivo, la Sardegna assiste a una scelta che appare costosa, inutile e in controtendenza rispetto agli obiettivi di decarbonizzazione e di mobilità sostenibile: l’avvio delle nuove tratte aeree interne Cagliari–Olbia e Cagliari–Alghero, co-finanziate con risorse pubbliche. Per Legambiente Sardegna si tratta di una decisione che rischia di produrre un duplice danno: ambientale ed economico.

Il trasporto aereo è, per passeggero e per chilometro, tra i mezzi più emissivi, e la situazione è ancora peggiore per le tratte brevi a causa dell’elevata incidenza della fase di decollo (che può arrivare anche al 30%) e di atterraggio. Entrambe le tratte interne attivate dalla Regione non raggiungono i 200km e sono esercite con aeromobili ATR 72/600 a 78 posti, con un’emissione di più di una tonnellata di CO2 a tratta. Se si considera che non più di 10-15 posti sono effettivamente occupati secondo le attuali previsioni, il risultato è un’emissione di circa 84Kg di CO2 per passeggero per un volo Cagliari-Alghero, che sale a circa 91Kg sulla tratta Cagliari-Olbia. Si tratta di emissioni specifiche che possono risultare fino a 20 volte superiori rispetto a quelle ferroviarie, soprattutto se il confronto avviene con sistemi su ferro efficienti e moderni.

In una regione particolarmente vulnerabile ai cambiamenti climatici, e considerando che il settore dei trasporti è tra i principali responsabili delle emissioni climalteranti, con circa un terzo delle emissioni totali, investire in collegamenti aerei su distanze ridotte rappresenta una scelta incoerente con gli interessi dei cittadini sardi e con gli obiettivi di decarbonizzazione e promuove un modello di turismo ad alto impatto ambientale e basso valore aggiunto che non serve alla Sardegna.

La presunta rapidità del trasporto aereo su queste tratte è, nei fatti, illusoria. Se si considera l’intero tempo di viaggio circa 30 minuti di volo, almeno 30 minuti per l’imbarco, i tempi aggiuntivi per controlli di sicurezza, e infine i trasferimenti città-aeroporto e viceversa, il vantaggio rispetto al treno si riduce drasticamente, fino a risultare trascurabile o addirittura nullo dato che il trasporto ferroviario collega direttamente i centri delle città, ed elimina i tempi di attesa legati a imbarco e controlli.

La Sardegna soffre da anni di un sistema ferroviario non elettrificato, a binario singolo, caratterizzato da velocità medie tra le più basse d’Italia, a causa delle infrastrutture in larga parte obsolete. Di fronte a queste criticità, sarebbe stato prioritario sviluppare una strategia integrata di mobilità sostenibile regionale, investendo nel potenziamento e nell’elettrificazione delle linee ferroviarie, migliorare la qualità del servizio e la frequenza dei collegamenti.

Sostenere con risorse pubbliche brevi rotte aeree interne vuol dire andare verso un modello di mobilità inefficiente, costoso e ad alte emissioni, non destinato a risolvere gli annosi problemi di mobilità dei cittadini sardi ma solo a poche decine di turisti d’élite, che non fa che perpetuare il ritardo infrastrutturale, e quindi socioeconomico, dell’isola.

Per Legambiente Sardegna è necessario un cambio di rotta deciso, fondato su una visione moderna e sostenibile della mobilità che preveda l’elettrificazione e l’ammodernamento delle linee ferroviarie esistenti e integri il trasporto su ferro con quello marittimo, consentendo anche alla mobilità delle merci su ferro. In una regione fragile dal punto di vista ambientale e già esposta agli effetti della crisi climatica, le politiche dei trasporti dovrebbero andare nella direzione opposta rispetto a quella intrapresa.

“Quando paesi come la Francia hanno stabilito sin dal 2022 il divieto di voli interni con alternativa ferroviaria, non possiamo permetterci – sottolinea Marta Battaglia, presidente di Legambiente Sardegna – di finanziare con risorse pubbliche soluzioni più inquinanti e meno efficienti, mentre il sistema ferroviario regionale resta indietro di decenni. La vera sfida è costruire una mobilità moderna, sostenibile e accessibile per tutti i cittadini sardi.”

“Il confronto tra aereo e ferrovia sulle brevi distanze non lascia spazio a interpretazioni – aggiunge Giorgio Querzoli, responsabile scientifico di Legambiente Sardegna–: parliamo di ordini di grandezza completamente diversi in termini di impatto climatico senza nessun vantaggio concreto per i cittadini sardi. Un volo interno può generare fino a venti volte le emissioni di un viaggio equivalente su ferro. In una regione come la Sardegna, dove le distanze sono compatibili con una mobilità ferroviaria efficiente, investire su queste tratte significa cristallizzare un ritardo infrastrutturale e aumentare la dipendenza da un modello insostenibile. La priorità deve essere una rete ferroviaria moderna, elettrificata e competitiva, capace di garantire tempi certi e basse emissioni.”

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